Maria PregaOgniGiorno.it
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Preghiere

Raccolta di preghiere cattoliche per ogni momento della giornata.

⚡ Giaculatorie

Brevi preghiere da ripetere durante il giorno.

Giaculatorie brevi
  1. Mio Dio, io ti amo.
  2. Gesù, confido in Te!
  3. Mio Dio e mio tutto!
  4. Vieni, Signore Gesù.
  5. Resta con noi Signore.
  6. Madre mia, fiducia mia.
  7. A Dio tutto è possibile.
  8. Signore, fa che io veda.
  9. La Croce sia la mia luce.
  10. Santa Maria, prega per noi.
  11. Ave, o Croce, unica speranza.
  12. Liberami dal male, o Signore.
  13. Madre dolorosa, prega per me.
  14. Signore, aumenta la mia fede.
  15. Dolce Cuore di Gesù, guidaci tu
  16. Gesù, Giuseppe e Maria, vi amo.
  17. Dio, abbi pietà di me peccatore.
  18. Il tuo Volto, Signore, io cerco.
  19. Mio Dio, sei Tu la mia salvezza.
  20. S. Cuore di Gesù, confido in Te.
  21. Dio, sii propizio a me peccatore.
  22. Pietà di me, Signore pietà di me.
  23. Mio Dio, io Ti amo e Ti ringrazio.
  24. Mio Dio, io ti amo e ti ringrazio.
  25. Mostrati Madre per tutti, o Maria.
  26. Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi.
  27. Famiglia di Dio, proteggete la mia.
  28. L’anima mia ha sete del Dio vivente.
  29. Sia benedetta la Santissima Trinità.
  30. Venga il tuo regno su tutta la terra.
  31. Gesù, Dio mio, ti amo sopra ogni cosa.
  32. Regina del Santo Rosario prega per noi.
  33. Gesù, Giuseppe e Maria, pregate per noi.
  34. Resta con noi, Signore, non ci lasciare.
  35. Tutto posso in Colui che mi dà la forza.
  36. Madre del bell’amore, aiuta i tuoi figli.
  37. Maria nostra speranza, abbi pietà di noi.
  38. Signore salvaci perché siamo in pericolo.
  39. Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera.
  40. Dolce cuore di Maria, sii la salvezza mia.
  41. Non come voglio io, ma come vuoi Tu, o Dio.
  42. Tutto per Te, o Cuore sacratissimo di Gesù.
  43. Gesù, Maria, Vi amo! Salvate tutte le anime.
  44. Gesù, Maria, vi amo, salvate tutte le anime.
  45. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.
  46. Benedetto sempre sia il santissimo Nome di Maria
  47. O Dio, abbi pietà di me peccatore. (Lc 18,13)
  48. Sacri Cuori di Gesù e di Maria, proteggeteci.
  49. Sacro Cuore di Gesù proteggi la nostra famiglia
  50. Sia lode, onore e gloria al Divin Cuore di Gesù!
  51. Madre mia, preservami oggi dal peccato mortale.
  52. O pietoso Signore Gesù dona loro riposo e pace.
  53. Sacro Cuore di Gesù, credo al Tuo amore per me.
  54. Anime Sante del Purgatorio, intercedete per noi.
  55. Gesù Bambino perdonami, Gesù Bambino benedicimi.
  56. Sacro Cuore di Gesù, arrivi presto il Tuo regno.
  57. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
  58. Maria, consegno a te la mia purezza, abbine cura.
  59. Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più
  60. Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.
  61. Padre mio, Padre buono, a Te mi offro, a Te mi dono.
  62. Santi e Sante di Dio, indicateci la via del Vangelo.
  63. Sia gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
  64. Gesù, Giuseppe e Maria, siate il conforto dell'anima mia.

Giacolatorie alla Santissima Trinità
  1. Augusta Trinità, mistero di amore e di grande bontà, portaci tutti a santità.
  2. Accostiamoci con piena fiducia al trono della gloria per ricevere Misericordia.
  3. Sia benedetta la Santissima Trinità.
  4. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
  5. A Dio tutto è possibile.
  6. Dio sia benedetto (E’ indicata quando si ode qualche bestemmia)
  7. L’anima mia ha sete del Dio vivente.
  8. Dio, abbi pietà di me peccatore.
  9. Mio Dio, io ti amo.
  10. Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno.
  11. Venga il tuo regno su tutta la terra.

Giacolatorie alla Santissima Famiglia di Nazareth
  1. Gesù, Maria, San Michele, San Gabriele, San Raffaele, difendeteci
  2. Gesù, Maria, vi amo, salvate tutte le anime.
  3. Gesù, Giuseppe e Maria, fate che il mio oltimo cibo sia la Santa Eucaristia.
  4. Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia.
  5. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’oltima agonia.
  6. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.
  7. Gesù, Giuseppe e Maria, vi amo.
  8. Gesù, Giuseppe e Maria, pregate per noi.
  9. Gesù, Giuseppe e Maria, siate il conforto dell'anima mia.
  10. Famiglia di Dio, proteggete la mia.
  11. Lodati sempre siano i Santissimi nomi di Gesù, Giuseppe e Maria

Giacolatorie al Maria Santissima
  1. Santa Maria, prega per noi.
  2. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.
  3. Prega per noi santa Madre di Dio perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
  4. Ci benedica insieme con il suo Figlio, la Vergine Maria.
  5. Madre mia, fiducia e speranza, in Te mi affido e abbandono.
  6. Madre mia, fiducia mia.
  7. Madre dolorosa, prega per me.
  8. Cuore dolcissimo di Maria, serbaci sicuro il cammino.
  9. Dolce cuore di Maria, sii la salvezza mia.
  10. Madre del bell’amore, aiuta i tuoi figli.
  11. Madre dolorosa, prega per me.
  12. Maria nostra speranza, abbi pietà di noi.
  13. Mostrati Madre per tutti, o Maria.
  14. Madre mia, preservami oggi dal peccato mortale.
  15. Maria, consegno a te la mia purezza, abbine cura.
  16. Sia benedetta la santa e immacolata Concezione della beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.
  17. Regina del Santo Rosario prega per noi.
  18. Maria, che sei entrata nel mondo senza macchia, ottienimi che io possa uscirne senza colpa.
  19. Lascia, o Vergine Santa, che io ti lodi; dammi forza contro i miei nemici.

Giacolatorie al sacro cuore di Gesù
  1. Sia benedetto il sacratissimo Cuore Eucaristico di Gesù.
  2. Tutto per Te, o Cuore sacratissimo di Gesù.
  3. Sacro Cuore di Gesù, arrivi presto il Tuo regno.
  4. Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.
  5. Lodato, adorato, amato e ringraziato sia ad ogni istante il Cuore Eucaristico di Gesù, in tutti i tabernacoli del mondo, sino alla consumazione dei secoli. Così sia.
  6. Gesù, vita eterna nel seno del Padre, vita delle anime fatte a tua somiglianza, in nome del tuo amore, fai conoscere e rivela il Tuo Cuore
  7. Sacro Cuore di Gesù, credo al Tuo amore per me.
  8. S. Cuore di Gesù, confido in Te.
  9. Gesù, mansueto ed umile di Cuore, rendi il mio cuore simile al Tuo.
  10. Sacratissimo Cuore di Gesù, proteggi le nostre famiglie.
  11. Cuore Eucaristico di Gesù, fornace della divina carità, dona al mondo la pace.
  12. Cuore divino di Gesù, converti i peccatori, salva i moribondi, salva le anime sante del Purgatorio.
  13. Cuore Eucaristico di Gesù, accresci in noi la fede, la speranza e la carità.
  14. Cuor di Gesù, fonte di ogni purità, abbi pietà di noi.
  15. Cuor di Gesù, ardente di amore per noi, infiamma il cuor nostro di amore per Te.

Giacolatorie a Gesù Cristo
  1. Gesù, confido in Te!
  2. Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi.
  3. Signore, aumenta la mia fede.
  4. Signore, fa che io veda.
  5. Signore Gesu’ Cristo, Figlio di Dio, abbi pieta’ di me peccatore.
  6. O Gesù, perdona le nostre colpe preservaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua Misericordia.
  7. Gesù, Dio mio, ti amo sopra ogni cosa.
  8. Gesù mio, ti dono il cuore e tutto me stesso, fa di me ciò che più ti piace.
  9. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
  10. Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.
  11. Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera.
  12. Insegnami a fare la tua Volontà perché sei il mio Dio.
  13. Signore, si faccia l’unità delle menti nella verità e l’unità dei cuori nella carità.
  14. Signore salvaci perché siamo in pericolo.
  15. Resta con noi, Signore, non ci lasciare.
  16. Ave, o Croce, unica speranza.
  17. O pietoso Signore Gesù dona loro riposo e pace.
  18. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.
  19. Liberami dal male, o Signore.
  20. Il tuo Volto, Signore, io cerco.

Giacolatorie a Dio Padre
  1. A Dio tutto è possibile.
  2. Dio mio, fa che t’ami, e il sol premio del mio amore sia l’amarti sempre più.
  3. Dio sii benedetto. (E’ indicata quando si ode bestemmiare)
  4. Eterno Padre, per il Sangue preziosissimo di Gesù, glorifica il suo Santissimo Nome, secondo i desideri del Tuo adorabile Cuore.
  5. Insegnami a compiere il tuo Volere, perché Tu sei il mio Dio.
  6. L’anima mia ha sete del Dio vivente.
  7. Mio Dio, io ti amo e ti ringrazio.
  8. Mio Dio, mio Unico Bene, sei Tutto per me, fa che io sia tutto per Te.
  9. Mio Dio, io credo, adoro, spero, ti amo. Ti domando perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano.
  10. Mio Dio, fa che tutte le menti si uniscano nella verità e tutti i cuori nella carità.
  11. Non come voglio io, ma come vuoi Tu, o Dio.
  12. O Dio, abbi pietà di me peccatore. (Lc 18,13)
  13. Padre Celeste, ti amo coll’Immacolato Cuore di Maria.
  14. Padre mio, Padre buono, a Te mi offro, a Te mi dono.
  15. Padre mio, rendimi degno di compiere la tua Santa Volontà, perché sono tutto tuo.
  16. Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.
  17. Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. ( Lc 23,46)
  18. Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato ( Salmo 50,3)
  19. Sia fatta, sia lodata e sia glorificata in eterno la giustissima, altissima e amabilissima Volontà di Dio in ogni cosa.
  20. Ti ringrazio, o mio Dio, di tante grazie che continuamente mi doni.
  21. Tutto posso in Colui che mi dà la forza.
  22. Venga il tuo regno su tutta la terra.
  23. Mio Dio e mio tutto!
  24. Dio, sii propizio a me peccatore.
  25. Padre, nelle tue mani affido l’anima mia insieme a tutti i miei cari.
  26. Benedici, Signore, i nostri Sacerdoti e santificali perché sono Tuoi.
  27. Manda, Signore, operai alla tua messe, e suscita tante sante vocazioni.
  28. Sia sempre fatta la tua Santissima Volontà, o Padre.
  29. Ti ringrazio, mio Dio, di tante grazie che continuamente mi doni.
  30. Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni.
  31. Mio Dio, sei Tu la mia salvezza.

NOVENA DI GIACULATORIE

Si recitano inizialmente il Credo, il Padre Nostro, l’ Ave Maria e un Gloria.
Si sceglie una giacolatoria e si ripete 33 volte. ( per nove giorni consecutivi)
Si possono fare novene con più giacolatorie fino ad arrivare a pregarle tutte e 33 per 33 volte.
(sempre per nove giorni consecutivi)
Le 33 Preghiere della Moltiplicazione sono le seguenti :
  1. Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.
  2. Cuore Immacolato di Maria, prega per noi adesso e nell’ora della nostra morte.
  3. Santa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, salvaci.
  4. Sacri Cuori di Gesù e di Maria, proteggeteci.
  5. Fa splendere su di noi o Signore, la luce del Tuo Volto.
  6. Resta con noi Signore.
  7. Madre mia, fiducia e speranza, in Te mi affido e abbandono.
  8. Gesù, Maria, Vi amo! Salvate tutte le anime.
  9. La Croce sia la mia luce.
  10. San Giuseppe, patrono della Chiesa Universale, custodisci le nostre famiglie.
  11. Vieni, Signore Gesù.
  12. Gesù Bambino perdonami, Gesù Bambino benedicimi.
  13. Santissima Provvidenza di Dio, provvedici nelle presenti necessità.
  14. Sangue e Acqua che scaturisci dal Cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, io confido in Te.
  15. Mio Dio, io Ti amo e Ti ringrazio.
  16. O Gesù, Re di tutte le Nazioni, il Tuo Regno sia riconosciuto solla terra.
  17. S. Michele Arcangelo, protettore del Regno di Cristo solla terra, proteggici.
  18. Pietà di me, Signore pietà di me.
  19. Sia lodato e ringraziato ogni momento Gesù nel Santissimo Sacramento.
  20. Vieni, Spirito Santo e rinnova la faccia della terra.
  21. Santi e Sante di Dio, indicateci la via del Vangelo.
  22. Anime Sante del Purgatorio, intercedete per noi.
  23. Signore, riversa sol mondo intero i tesori della Tua infinita Misericordia.
  24. Ti adoro, Signore Gesù e Ti benedico, perché per mezzo della Tua Santa Croce hai redento il mondo intero.
  25. Padre mio, Padre buono, a Te mi offro, a Te mi dono.
  26. O Gesù salvami, per amore delle Lacrime della Tua Santa Madre.
  27. Venga il Tuo Regno, Signore e sia fatta la Tua Volontà.
  28. O Dio, Salvatore Crocifisso, infiammami d’amore, di fede e di coraggio per la salvezza dei fratelli.
  29. Dio, perdona i nostri peccati, guarisci le nostre ferite e rinnova i nostri cuori, affinché possiamo essere una sola cosa in Te.
  30. Santi angeli custodi preservateci da tutte le insidie del maligno.
  31. Sia gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
  32. Il Dio di ogni consolazione disponga nella Sua pace i nostri giorni e ci conceda l’Amore dello Spirito Santo.
  33. Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù, in unione con tutte le Sante Messe celebrate oggi nel mondo, per tutte le anime Sante del Purgatorio, per i peccatori di tutto il mondo, della Chiesa Universale, della mia casa e della mia famiglia. Amen.
  34. Fonte: https://www.veritatemincaritate.com/wp/2019/04/raccolta-di-giacolatorie/

Altre
  1. Lodato, adorato, amato e ringraziato sia ad ogni istante il Cuore Eucaristico di Gesù, in tutti i tabernacoli del mondo, fino alla consumazione dei secoli. Amen
  2. Cuore Eucaristico di Gesù, che ardete d’amore per noi, infiammate il nostro cuore d’amore per voi
  3. Cuore Eucaristico di Gesù accresci in noi la Fede, la Speranza e la Carità
  4. Cuore Eucaristico di Gesù , fornace della divina Carità, dona la pace al mondo
  5. Gesù mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo
  6. Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori, abbi pietà di me.
  7. Dolce Cuore di Gesù, guidaci tu
  8. Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più
  9. O Cuore di Gesù, pieno di Amore per noi, infiamma il mio cuore d’amore per Te.
  10. O Cuore tenerissimo di Gesù, unico mio tesoro! Per i miei presenti bisogni pensaci Tu!
  11. Sacro Cuore di Gesù proteggi la nostra famiglia
  12. Sia lode, onore e gloria al Divin Cuore di Gesù!
  13. Gesù mio, misericordia
  14. Gesù abbi pietà di me
  15. Grazie a Dio
  16. Grazie Gesù
  17. Ti ringrazio o Signore per il dono della vita e della fede
  18. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore
  19. Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Voi
  20. Benedetto sempre sia il santissimo Nome di Maria
  21. Cuore Immacolato di Maria, prega per noi adesso e nell’ora della nostra morte.
  22. Madre mia fiducia mia
  23. Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento
  24. Eterno Padre, ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in espiazione dei miei peccati, in suffragio delle anime sante del purgatorio e per i bisogni della santa Chiesa
  25. Vieni o Spirito Creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato
  26. Vieni o Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce
  27. fonte: https://www.esserecristiani.com/giacolatorie-e-indolgenze/giacolatorie-invocazioni-brevi.html e altri

🙏 Preghiere varie

Raccolta di preghiere cattoliche.



Le preghiere che avete chiesto di inserire

Chi mangia questo pane vivrà in eterno
Chi mangia questo pane vivrà in eterno

Giovanni 6,51-58.

In quel tempo, Gesù disse alla folla dei Giudei:

"Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

"Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse:

"In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.

"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

"Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.

"Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono.

"Chi mangia questo pane vivrà in eterno"

Preghiera per la pace
Preghiera per la pace

Perdonaci la guerra, Signore.

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori!

Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi!

Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi! Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi!

Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all'ombra della tua croce, abbi pietà di noi!

Perdonaci Signore, perdonaci se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi.

Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, si sono trasformate in strumenti di morte.

Perdonaci, Signore, perdonaci se continuiamo ad uccidere nostro fratello, se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele.

Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, se con il nostro dolore legittimiamo l'efferatezza dei nostri gesti.

Perdonaci la guerra, Signore. Perdonaci la guerra, Signore.

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo!

Ferma la mano di Caino! Illumina la nostra coscienza, non sia fatta la nostra volontà, non abbandonarci al nostro agire! Fermaci, Signore, fermaci!

E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui.

È nostro fratello.

O Signore, poni un freno alla violenza!

Fermaci, Signore! Amen

mons. Battaglia, citato da Papa Francesco

Sono venuta per darti una buona notizia, per farti conoscere l'intenzione della santissima Trinità. La grazia e l'amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo vogliono donare un altro aiuto per soccorrere e aiutare le anime a guarire dall'in­credulità e dal peccato che dilaga nei cuori di tutta l'umanità. Questo deve servire come un aiuto alla salvezza, un aiuto a tanti, lontani o vicini, in questo mondo devastato dall'in­credulità. Questa nuova devozione vuole raggiungere tanti che nel mondo hanno bisogno di grazia e amore, di aiu­to alla ricerca di Dio e a una sincera conversione. (Qui si fa un po' triste, poi continua) Specialmente per tanti miei figli sacerdoti, e anche più in alto, che facilmente cadono nelle braccia di Satana, come foglie secche che cadono da un albero al soffio del vento. Conversione della mente, del cuore e dello spirito, specialmente per coloro che fomentano con­fusione nelle anime. Ecco perché ti dissi, il 12 aprile 1947, che molti dei miei figli si spoglieranno, fuori del segno sacerdotale e dentro della conoscenza della verità nello spirito. Questa devozione è per vincere Satana e i suoi accoliti e sarà come un esorcismo fatto da tutte le anime di buona volontà, affinché si possa fermare l'attività diabolica che fa perdere le anime. Il sacerdote sia veramente sacerdote e il cristiano sia vero cristiano nell'ubbidienza e nell'amore. Pregare e dare il buon esempio è meglio di tante parole inutili. Non trascura­te la vita cristiana che è amore». Ecco lo svolgimento della devozione: Fermi sul primo gradino e prima di scendere, fatevi il segno di croce, come già ti dissi insegnandotelo alla grotta, 1. con la mano sinistra sul petto e la destra, pronunciando i nomi delle Persone della santissima Trinità
12 scalini - Le Tre Fontane, che tocca la fronte e le spalle. Fatto il segno di croce,
2. reciterete un Padre, Ave, Gloria. Sempre fermi sul primo gradino direte:
3. 'Vergine della Rivelazione, prega per noi e donaci l'amore di Dio'. A questo punto
4. direte un'Ave e un Gloria.
5. Poi direte: 'Madre degli incurabili, prega per noi e donaci l'amore di Dio'.
Così su ogni gradino fino al dodicesimo. Arrivati davanti alla grotticella
a. reciterete il Credo, che è il vero atto di fede. Poi pronuncerete chiedendo la benedizione:
b.'Che il Signore Iddio ci dia la sua santa benedizione, san Giuseppe la divina provvidenza, la Vergine santissima ci protegga e ci assista; volga il Signore Iddio il suo volto verso di noi, ci sia propizio e ci stabilisca nella vera pace'. Questo perché nel mondo non c'è più pace.
c. Si termina dicendo il saluto di unità e d'amore: 'Dio ci be­nedica e la Vergine ci protegga'».
Preghiera alla Madonna della salute - 1
Preghiera alla Madonna della salute - 1
Nostra Signora della Santissima Salute, che regna in Cielo, chiedo come suo figlio, la sua intercessione per la mia guarigione, affinché io possa godere del benessere della vita e superare i mali della malattia.
Signora della Salute, con il suo potente e sacro manto, solo tu puoi lavare via le impurità del corpo e riempirlo con la tua grazia divina.
Prego che le mie parole giungano alle tue orecchie, mia Signora, perché tu abbia pietà del mio corpo vulnerabile e doloroso e perché tu possa soffrire i mali del mondo terreno.
Madonna, benedici me, santificami, perché la malattia si allontani da me e la morte non mi superi, e perché io continui a diffondere i tuoi miracoli.
Madre, prego anche per la cura dei malati, quelli il cui corpo febbricitante è indebolito dalla malattia. Anche per loro chiedo la tua immensa misericordia.
Anche per la tua infinita misericordia affinché io possa avere salute e felicità, cara Madre, perché solo il tuo amore e la benedizione che tu dai a chi è nel bisogno ci dà fede e speranza di guarigione.
Semina in me e nella mia amata la gioia, la guarigione, la saggezza e il coraggio. Porta via la febbre e i mali e rafforza il nostro corpo per continuare il nostro piccolo lavoro di servi.
Possa tu ascoltare le mie preghiere e seminare il seme dell’energia nel mio corpo e nella mia anima. Vi prego nel nome di nostro Signore.
Amen!
Preghiera alla Madonna della salute - 2
Preghiera alla Madonna della salute - 2
PREGHIERA ALLA MADONNA DELLA SALUTE
1- Vergine santissima, che sei venerata con il dolce titolo di Madonna della salute, perchè in ogni tempo hai lenito le umane infermità: ti prego di ottenere a me e ai miei cari la sanità del corpo o almeno la forza di sopportare le sofferenze in unione ai patimenti di Cristo Redentore.
Salute degli infermi, prega per noi ( o Ave Maria).
2- Vergine santissima, che sai sanare non solo le infermità corporali, ma anche quelle spirituali, ti prego di liberare l'anima mia e di tutti i miei cari da ogni colpa, per poter essere sempre degni dell'amicizia e della grazia di Dio.
Salute degli infermi, prega per noi ( o Ave Maria)
3- Vergine santissima, che concedi ai tuoi devoti la bella sorte di conseguire la salute eterna, prendi nelle tue mani la causa dell'anima mia e fa' che possiamo raggiungere con te la gioia e la luce del cielo.
Salute degli infermi, prega per noi ( o Ave Maria).
Lettera del Papa sulla pace 2025
Lettera del Papa sulla pace 2025
Lettera al direttore del Corriere del 17.3.2025
Caro Direttore,
desidero ringraziarla per le parole di vicinanza con cui ha inteso farsi presente in questo momento di malattia nel quale, come ho avuto modo di dire, la guerra appare ancora più assurda. La fragilità umana, infatti, ha il potere di renderci più lucidi rispetto a ciò che dura e a ciò che passa, a ciò che fa vivere e a ciò che uccide. Forse per questo tendiamo così spesso a negare i limiti e a sfuggire le persone fragili e ferite: hanno il potere di mettere in discussione la direzione che abbiamo scelto, come singoli e come comunità.
Vorrei incoraggiare lei e tutti coloro che dedicano lavoro e intelligenza a informare, attraverso strumenti di comunicazione che ormai uniscono il nostro mondo in tempo reale: sentite tutta l’importanza delle parole. Non sono mai soltanto parole: sono fatti che costruiscono gli ambienti umani. Possono collegare o dividere, servire la verità o servirsene. Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra. C’è un grande bisogno di riflessione, di pacatezza, di senso della complessità.
Mentre la guerra non fa che devastare le comunità e l’ambiente, senza offrire soluzioni ai conflitti, la diplomazia e le organizzazioni internazionali hanno bisogno di nuova linfa e credibilità. Le religioni, inoltre, possono attingere alle spiritualità dei popoli per riaccendere il desiderio della fratellanza e della giustizia, la speranza della pace.
Tutto questo chiede impegno, lavoro, silenzio, parole. Sentiamoci uniti in questo sforzo, che la Grazia celeste non cesserà di ispirare e accompagnare.
2022 Atto di venerazione all'Immacolata in Piazza di Spagna
2022 Atto di venerazione all'Immacolata in Piazza di Spagna
PREGHIERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A MARIA IMMACOLATA
Piazza di Spagna
Giovedì, 8 dicembre 2022
[Multimedia]
Madre nostra Immacolata,
oggi il popolo romano si stringe intorno a te.
I fiori deposti ai tuoi piedi
da tante realtà cittadine
esprimono l’amore e la devozione per te,
che vegli su tutti noi.
E tu vedi e accogli anche
quei fiori invisibili che sono tante invocazioni,
tante suppliche silenziose, a volte soffocate,
nascoste ma non per te, che sei Madre.
Dopo due anni nei quali sono venuto
a renderti omaggio da solo sul far del giorno,
oggi ritorno a te insieme alla gente,
la gente di questa Chiesa, la gente di questa Città.
E ti porto i ringraziamenti e le suppliche
di tutti i tuoi figli, vicini e lontani.
Tu, dal Cielo in cui Dio ti ha accolta,
vedi le cose della terra molto meglio di noi;
ma come Madre ascolti le nostre invocazioni
per presentarle al tuo Figlio,
al suo Cuore pieno di misericordia.
Prima di tutto ti porto l’amore filiale
di innumerevoli uomini e donne, non solo cristiani,
che nutrono per te la più grande riconoscenza
per la tua bellezza tutta grazia e umiltà:
perché in mezzo a tante nubi oscure
tu sei segno di speranza e di consolazione.
Ti porto i sorrisi dei bambini,
che imparano il tuo nome davanti a una tua immagine,
in braccio alle mamme e alle nonne,
e cominciano a conoscere
che hanno anche una Mamma in Cielo.
E quando, nella vita, capita che quei sorrisi
lasciano il posto alle lacrime,
com’è importante averti conosciuta,
avere avuto in dono la tua maternità!
Ti porto la gratitudine degli anziani e dei vecchi:
un grazie che fa tutt’uno con la loro vita,
tessuto di ricordi, di gioie e di dolori,
di traguardi che loro sanno bene
di aver raggiunto con il tuo aiuto,
tenendo la loro mano nella tua.
Madre, ti porto le preoccupazioni delle famiglie,
dei padri e delle madri che spesso fanno fatica
a far quadrare i bilanci di casa,
e affrontano giorno per giorno
piccole e grandi sfide per andare avanti.
In particolare ti affido le giovani coppie,
perché guardando a te e a San Giuseppe
vadano incontro alla vita con coraggio
confidando nella Provvidenza di Dio.
Ti porto i sogni e le ansie dei giovani,
aperti al futuro ma frenati da una cultura
ricca di cose e povera di valori,
satura di informazioni e carente nell’educare,
suadente nell’illudere e spietata nel deludere.
Ti raccomando specialmente i ragazzi
che più hanno risentito della pandemia,
perché piano piano riprendano
a scuotere e spiegare le loro ali
e ritrovino il gusto di volare in alto.
Vergine Immacolata, avrei voluto oggi
portarti il ringraziamento del popolo ucraino,
per la pace che da tempo chiediamo al Signore.
Invece devo ancora presentarti la supplica
dei bambini, degli anziani,
dei padri e delle madri, dei giovani
di quella terra martoriata, che soffre tanto.
Ma in realtà noi tutti sappiamo
che tu sei con loro e con tutti i sofferenti,
così come fosti accanto alla croce del tuo Figlio.
Grazie, Madre nostra!
Guardando a te, che sei senza peccato,
possiamo continuare a credere e sperare
che sull’odio vinca l’amore,
sulla menzogna vinca la verità,
sull’offesa vinca il perdono,
sulla guerra vinca la pace. Così sia!
Voglio confidarti alcuni miei segreti specialissimi che ti aiuteranno a raggiungere velocemente il traguardo della santità! VOLERLO Bisogna volerlo con tutto il cuore
Kit per diventare santo di Carlo Acutis e se non lo desideri ancora devi chiederlo con insistenza al Signore.
  • ANDARE A MESSA
    Cerca di andare tutti i giorni alla Santa Messa e di fare la Santa Comunione.
  • ADORAZIONE
    Se riesci fai qualche momento di Adorazione Eucaristica davanti al Tabernacolo dove è presente realmente Gesù così vedrai come aumenterà il tuo livello di santità.
  • ROSARIO
    Ricordati di recitare ogni giorno il Santo Rosario.
  • VANGELI
    Leggiti ogni giorno un brano della Sacra Scrittura.
  • CONFESSATI
    Se riesci confessati tutte le settimane anche i peccati veniali.
  • PROPOSITI
    Fai spesso propositi e fioretti al Signore e alla Madonna per aiutare gli altri.
  • ANGELO AMICO
    Chiedi continuamente aiuto al tuo Angelo Custode che deve diventare il tuo migliore amico.
  • PUOI
    Anche tu potresti diventare santo
  • Preghiera per la pace di Giovanni Paolo II
    Preghiera per la pace di Giovanni Paolo II
    Dio dei nostri padri,
    grande misericordioso;
    signore della pace e della vita,
    padre di tutti.
    Tu hai progetti di pace e non di afflizione,
    condanni le guerre
    e abbatti l'orgoglio dei violenti.
    Tu hai inviato il tuo figlio Gesù
    ad annunciare la pace ai vicini e ai lontani,
    a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe
    in una sola famiglia.
    Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
    supplica accorata di tutta l'umanità:
    mai più la guerra,
    avventura senza ritorno,
    mai più la guerra,
    spirale di lutti e di violenza,
    minaccia per le tue creature
    in cielo, in terra e in mare.
    In comunione con Maria, la madre di Gesù,
    ancora ti supplichiamo:
    parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli
    ferma la logica della ritorsione e della vendetta,
    suggerisci con il tuo spirito soluzioni nuove,
    gesti generosi ed onorevoli,
    spazi di dialogo e di paziente attesa
    più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.
    Concedi al nostro tempo giorni di pace.
    Mai più la guerra.
    Amen
    Preghiera del buonumore di San Tommaso Moro
    Preghiera del buonumore di San Tommaso Moro
    Dammi o Signore, una buona digestione
    ed anche qualcosa da digerire.
    Dammi la salute del corpo,
    col buonumore necessario per mantenerla.
    Dammi o Signore, un’anima santa,
    che faccia tesoro di quello che è buono e puro,
    affinché non si spaventi del peccato,
    ma trovi alla Tua presenza
    la via per rimettere di nuovo le cose a posto.
    Dammi un’anima che non conosca la noia,
    i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
    e non permettere che io mi crucci eccessivamente
    per quella cosa troppo invadente che si chiama “io”.
    Dammi, o Signore, il senso dell’umorismo,
    concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
    affinché conosca nella vita un po’ di gioia
    e possa farne parte anche ad altri.
    Così sia.
    di san Tommaso Moro
    Preghiera di Padre Pio per la guarigione dei malati
    Preghiera di Padre Pio per la guarigione dei malati
    O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia…
    Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
    O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, tutto quello che chiederete al Padre mio nel mio nome, ve lo concederà». Ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia…
    Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
    O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». Ecco che, appoggiato all’infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia…
    Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
    O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non aver compassione degli infelici, abbi pietà di noi, poveri peccatori, e concedici la grazia che ti domandiamo per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua e nostra tenera Madre.
    San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi. Amen.
    Aleteia
    San Michele
    San Michele
    Glorioso san Michele arcangelo, principe delle celesti milizie, difendici nella battaglia contro le potenze delle tenebre e contro la loro malizia spirituale.
    Aiuta noi, che fummo creati da Dio e riscattati con il sangue di Cristo Gesù, suo Figlio, dal potere del demonio…
    Invocazione a San Michele Arcangelo
    …Tu sei venerato dalla Chiesa quale suo custode e patrono e a te il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti.
    Chiedi, dunque, al Dio della Pace di tenere schiacciato Satana sotto i nostri piedi, affinché esso non possa rendere schiavi gli uomini né recare danni alla Chiesa.
    Presenta all’Altissimo insieme alle tue, anche le nostre preghiere perché discenda su di noi la sua divina misericordia.
    Confessione
    Confessione
    Pietà di me, o Signore,
    secondo la tua misericordia;
    non guardare i miei peccati
    e cancella tutte le mie colpe;
    crea in me un cuore puro
    e rinnova in me
    uno spirito di fortezza
    e di santità.
    Preghiere a san Giuseppe
    Preghiere a san Giuseppe
    Ricorda le indulgenze e lettera apostolica anno fino a dicembre 2021

    A TE O BEATO GIUSEPPE
    A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa.
    Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni.
    Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo;
    assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
    Amen!

    A te o beato Giuseppe è un preghiera scritta da Leone XIII in calce alla lettera enciclica "Quamquam pluries" del 15 agosto 1889. Leone XIII, eletto papa il 20 febbraio 1878, ha messo sotto la potentissima protezione di san Giuseppe, celeste patrono della Chiesa, il suo pontifcato (allocuzione ai cardinali del 28 marzo 1878).

    papa Wojtyla:
    O caro san Giuseppe, amico e protettore di tutti, custode di Gesù e di tutti quelli che invocano il tuo aiuto. Tu sei grande perché ottieni da Dio tutto quello che gli uomini ti chiedono.
    Ti prego di accogliere la mia preghiera: veglia e custodisci tutte le famiglie perché vivano l’armonia, l’unità, la fede, l’amore che regnava nella Famiglia di Nazareth. Guarda con tenerezza particolare le famiglie dei disoccupati, dona a tutti un lavoro, affinché con la loro opera creino un mondo migliore e diano lode a Dio Creatore.
    Ti affido la Chiesa, in particolare il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, e tutti i Missionari perché si sentano sostenuti dalla tua paternità. Chi li può amare più di te, o caro San Giuseppe?
    Proteggi tutte le persone consacrate perché trovino nella tua obbedienza e adesione alla volontà di Dio, l’esempio per vivere nel silenzio, nell’umiltà e nella missionarietà la vita di unione con Dio che le rende felici nel compimento della divina volontà.
    La gioia di sentirsi di Dio è così grande che non ha paragoni; solo in Dio si trova tutta la felicità. San Giuseppe esaudisci la mia preghiera!
    Amen.
    Santa Teresa d’Avila:
    Io non mi ricordo, scrive la Santa, di aver sino ad oggi domandato una grazia a san Giuseppe, che non me l’abbia accordata. Che bel quadro io metterei sotto gli occhi, se mi fosse dato di esporre le grazie segnalate, colle quali sono stata ricolma da Dio, e i pericoli di anima e di corpo, da cui sono stata liberata, mediante l’intercessione di questo grande santo!
    Agli altri santi Dio concede soltanto la grazia di soccorrerci in questo e tal altro bisogno, ma il glorioso san Giuseppe, ed io so per esperienza, stende il suo potere a tutto.
    Ed hanno ciò sperimentato al pari di me altre persone, alle quali io avevo consigliato di raccomandarsi a questo incomparabile protettore ...
    Se io avessi autorità di scrivere, proverei un santo piacere nel raccontare particolarmente le grazie di cui tante persone sono, come me, debitrici a questo grande santo.
    Mi contento però di scongiurare per amor di Dio, quelli che forse non mi crederanno, a farne la prova e vedranno per esperienza quanto vantaggio ne venga dal raccomandarsi a questo glorioso patriarca, ed onorarlo con speciale culto.


    Rosari

    Rosario per la pace
    Rosario per la pace
    da
    Ogni anno il 18 ottobre la giornata: "Quando un milioni di bambini pregherà il rosario il mondo cambierà", parole di Padre Pio su acs-italia.org/rosariobambini. Al link indicato la preghiera e le istruzioni per rosario. "L'iniziativa ha origine nel 2005, quando un gruppo di bambini stava recitando il Rosario di fronte a un'edicola mariana della capitale venezuelana Caracas. "Alcuni dei presenti ricordarono le parole di Padre Pio
    Rosari per i bambini: «Quando un milione di bambini pregherà il Rosario, il mondo cambierà». La campagna si è rapidamente diffusa in tutto il mondo. "

    Le Litanie Lauretane
    Le Litanie Lauretane

    Misteri della Gioia:
    (Lunedì e Sabato)
    1. L'annunciazione della nascita di Gesù a Maria SS.
    2. Maria SS. visita S.Elisabetta
    3. Gesù Cristo nasce povero a Betlemme
    4. Gesù viene presentato al tempio
    5. Gesù viene ritrovato al tempio

    Misteri della Luce:
    (Giovedì)
    1. Il Battesimo di Gesù al Giordano
    2. La Rivelazione di Gesù alle nozze di Cana
    3. L'Annuncio del Regno di Dio con l'invito alla conversione
    4. La Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo
    5. L'istituzione dell'Eucaristia, espressione Sacramentale del tempo Pasquale.
    Misteri del Dolore:
    (Martedì e venerdì)
    1. Gesù agonizza nel giardino degli ulivi
    2. Gesù viene flagellato alla colonna
    3. Gesù viene incoronato di spine
    4. Gesù viene caricato della croce
    5. Gesù muore in croce
    Misteri della Gloria:
    (Mercoledì e Domenica)
    1. Gesù risorge
    2. Gesù sale al cielo
    3. Lo Spirito Santo discende su Maria e i primi cristiani
    4. Maria SS. è assunta in cielo
    5. Maria SS. è incoronata Regina dell'universo

     

    Segno della croce
    Introduzione: un Credo, un Padre Nostro, tre Ave Maria
    Per ogni decina: un mistero, un Padre Nostro e dieci Ave Maria. Ogni decina e' dedicata ad un diverso mistero
    (versione integrata su vostra richiesta)
    Rosario della Misericordia
    Rosario della Misericordia
    Introduzione:
    Segno della croce
    un Padre, un'Ave Maria, un Credo

    Decine:
    Sul grano singolo:
    "Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero."

    Per i dieci grani:
    "Per la sua dolorosa passione, abbi pieta' di noi"

    Alla fine si dice tre volte:
    "Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero."



    Preghiere a Maria

    Mentre trascorre la vita
    Mentre trascorre la vita

    1. Mentre trascorre la vita
    solo tu non sei mai;
    Santa Maria del cammino
    sempre sarà con te.
    Rit. Vieni, o madre, in mezzo a noi,
    vieni Maria quaggiù.
    Cammineremo insieme a te
    verso la libertà.
    2. Quando qualcuno ti dice:
    “Nulla mai cambierà”,
    lotta per un mondo nuovo,
    lotta per la verità.
    3. Lungo la strada la gente
    chiusa in se stessa va;
    offri per primo la mano
    a chi è vicino a te.
    4. Quando ti senti ormai stanco
    e sembra inutile andar,
    tu vai tracciando un cammino:
    un altro ti seguirà.
    Buongiorno Maria
    Buongiorno Maria


    Preghiera di affidamento del giorno a Maria
    Buongiorno, Madre mia, dammi la tua santa benedizione;
    benedici me e tutta la mia casa.
    Degnati di offrire a Dio quanto oggi ho da fare e patire
    in unione dei meriti tuoi e del tuo Santissimo Figlio.
    Ti offro e dedico tutto me stesso e tutte le cose mie
    al tuo servizio ponendomi tutto sotto il tuo manto.
    Impetrami, Signora mia, purità di mente e di corpo
    e fa che in questo giorno non faccia cosa che dispiaccia a Dio.
    Te lo chiedo per la tua Immacolata Concezione e la tua illibata Verginità. Amen.
    (tradizione stimmatina, S. Gaspare Bertoni)

    Fatima -La preghiera dell'angelo
    Fatima -La preghiera dell'angelo

    Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo.

    Ti chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano.

    Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo: io Ti adoro profondamente

    e Ti offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra,

    in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso viene offeso.

    E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, io Ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.

    Fatima - Preghiere di Maria
    Fatima - Preghiere di Maria
    Suor Lucia nella 4ª Memoria scrive, come la Madonna il 13 luglío dei 1917 abbia raccomandato:
    ▣ «Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio: o Gesù, è per Vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria!»
    Nella stessa apparizione la Madonna disse:
    ▣ «Quando recitate la corona dei rosario, dite dopo ogni decina: Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dai fuoco dell´inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le piu bisognose della Tua misericordia»
    Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria
    Fatima - Al Cuore Immacolato di Maria
    ▣ Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, al Tuo Cuore Immacolato noi ci consacriamo, in atto di totale abbandono ai Signore. Da Te saremo condotti a Cristo. Da Lui e con Lui saremo condotti al Padre. Cammineremo alla luce della fede e tutto faremo perché il mondo creda che Gesù Cristo è l’lnviato dal Padre.
    Con Lui noi vogliamo portare l’Amore e la Salvezza fino ai confini del mondo. Sotto la protezione del Tuo Cuore Immacolato saremo un solo Popolo con Cristo. Saremo testimoni della Sua risurrezione. Da Lui saremo condotti al Padre, a gloria della Santissima Trinità, che adoriamo, lodiamo e benediciamo. Amen.
    Fonte: sito del Santuario di Fatima
    Chiara Corbella Petrillo, consacrazione a Maria.
    Chiara Corbella Petrillo, consacrazione a Maria.

    O Vergine Maria, tu che sei mia Madre,
    che tanto mi ami da parte di Dio
    accogli oggi il mio desiderio di consacrarmi a te.
    Ti dono tutta la mia persona e la mia vita,
    ti dono il mio corpo, i miei pensieri e affetti,
    la mia capacità profonda di amare e di conoscere il vero.
    Tutto ciò che è mio è tuo e ti appartiene.
    Te lo dono per poter così appartenere totalmente a Cristo,
    vita della mia vita.
    Con fiducia e amore ti ripeto:
    Stella del Mattino che mi porti a Gesù,
    Totus Tuus.
    Sulla medaglia miracolosa
    Sulla medaglia miracolosa

    Salve Regina - O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

    I sette dolori di Maria
    I sette dolori di Maria

    1. la profezia di Simeone
    2. la fuga in Egitto
    3. Gesù perduto nel Tempio
    4. Maria incontra suo figlio sulla via del Calvario
    5. Gesù muore sulla Croce
    6. Gesù è deposto dalla Croce e consegnato a sua Madre
    7. viene sepolto il Corpo di Gesù

    Versione estesa qui. fonte: I sette dolori di Maria, tradizione croata

    Supplica a Maria - GP II 1983
    Supplica a Maria - GP II 1983


    Domenica, 16 ottobre 1983

    1. “Sotto la tua protezione
    cerchiamo rifugio,
    santa Madre di Dio”!
    O Madre degli uomini e dei popoli,
    tu che “conosci
    tutte le loro sofferenze
    e le loro speranze”,
    tu che senti maternamente tutte le lotte
    tra il bene e il male,
    tra la luce e le tenebre,
    che scuotono il mondo contemporaneo,
    accogli il nostro grido che,
    come mossi dallo Spirito Santo,
    rivolgiamo direttamente al tuo Cuore
    e abbraccia, con l’amore della Madre e della Serva,
    questo nostro mondo umano,
    che ti affidiamo e consacriamo,
    pieni di inquietudini
    per la sorte terrena ed eterna
    degli uomini e dei popoli.
    In modo speciale ti affidiamo e consacriamo
    quegli uomini e quelle Nazioni,
    che di questo affidamento
    e di questa consacrazione
    hanno particolarmente bisogno.
    “Sotto la tua protezione
    cerchiamo rifugio,
    Santa Madre di Dio”!
    Non disprezzare le suppliche
    di noi che siamo nella prova!
    Non disprezzare!
    Accogli la nostra umile fiducia,
    e il nostro affidamento!
    2. “Dio infatti ha tanto amato il mondo
    da dare il suo Figlio unigenito,
    perché chiunque crede in lui non muoia,
    ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).
    Proprio questo amore
    ha fatto sì che il Figlio di Dio
    abbia consacrato se stesso:
    “Per loro io consacro me stesso,
    perché siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv 3,17.19).
    In forza di quella consacrazione
    i discepoli di tutti i tempi
    sono chiamati a impegnarsi
    per la salvezza del mondo,
    ad aggiungere qualcosa
    ai patimenti di Cristo
    a favore del suo Corpo che è la Chiesa (cf. 2 Cor 12, 15; Col 1, 24).
    Davanti a te, Madre di Cristo,
    dinanzi al tuo Cuore Immacolato,
    io desidero oggi,
    insieme con tutta la Chiesa,
    unirmi col Redentore nostro
    in questa sua consacrazione
    per il mondo e per gli uomini,
    la quale solo nel suo Cuore divino
    ha la potenza di ottenere il perdono
    e di procurare la riparazione.
    La potenza di questa consacrazione
    dura per tutti i tempi
    e abbraccia tutti gli uomini,
    i popoli e le Nazioni,
    e supera ogni male,
    che lo spirito delle tenebre
    è capace di ridestare
    nel cuore dell’uomo
    e della sua storia
    e che, di fatto,
    ha ridestato nei nostri tempi.
    A questa consacrazione del nostro Redentore,
    mediante il servizio del successore di Pietro,
    si unisce la Chiesa,
    Corpo mistico di Cristo.
    Oh, quanto profondamente sentiamo il bisogno
    di consacrazione per l’umanità e per il mondo:
    per il mondo contemporaneo,
    in unità con il Cristo stesso!
    L’opera redentrice di Cristo,
    infatti, deve essere partecipata dal mondo
    per mezzo della Chiesa.
    Oh, quanto ci fa male, quindi,
    tutto ciò che nella Chiesa
    e in ciascuno di noi
    si oppone alla santità e alla consacrazione!
    Quanto ci fa male
    che l’invito alla penitenza,
    alla conversione, alla preghiera,
    non abbia riscontrato
    quell’accoglienza che doveva!
    Quanto ci fa male che molti partecipino
    così freddamente
    all’opera redentrice di Cristo!
    che così insufficientemente si completi
    nella nostra carne
    “quello che manca ai patimenti di Cristo”.
    Siano quindi benedette tutte le anime
    che obbediscono
    alla chiamata dell’eterno amore!
    Siano benedetti coloro che,
    giorno dopo giorno,
    con inesausta generosità
    accolgono il tuo invito, o Madre,
    a fare quello che dice il tuo Gesù
    e danno alla Chiesa e al mondo
    una serena testimonianza di vita
    ispirata al Vangelo.
    Sii benedetta sopra ogni cosa tu,
    Serva del Signore,
    che nel modo più pieno hai obbedito
    alla divina chiamata!
    Sii salutata, tu,
    che sei interamente unita
    alla consacrazione redentrice del tuo Figlio!
    Madre della Chiesa!
    Illumina il Popolo di Dio
    sulle vie della fede,
    della speranza e della carità!
    Aiutaci a vivere
    con tutta la verità
    della consacrazione di Cristo
    per l’intera famiglia umana
    del mondo contemporaneo.
    3. Affidandoti, o Madre, il mondo,
    tutti gli uomini e tutti i popoli,
    ti affidiamo anche
    la stessa consacrazione per il mondo,
    mettendola nel tuo Cuore materno.
    Oh Cuore Immacolato!
    Aiutaci a vincere la minaccia del male,
    che così facilmente si radica
    nei cuori degli stessi uomini di oggi
    e che nei suoi effetti incommensurabili
    già grava sulla nostra contemporaneità
    e sembra chiudere le vie verso il futuro!
    Dalla fame e dalla guerra, liberaci!
    Dalla guerra nucleare,
    da un’auto-distruzione incalcolabile,
    da ogni genere di guerra, liberaci!
    Dai peccati contro la vita dell’uomo
    sin dai suoi albori, liberaci!
    Dall’odio e dall’avvilimento
    della dignità dei figli di Dio. liberaci!
    Da ogni genere di ingiustizia
    nazionale e internazionale, liberaci!
    Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio,
    liberaci!
    Dai peccati contro lo Spirito Santo,
    liberaci! Liberaci!
    Accogli, o Madre di Cristo,
    questo grido carico della sofferenza
    di tutti gli uomini!
    Carico della sofferenza di intere società!
    Si riveli ancora una volta,
    nella storia del mondo
    l’infinita potenza dell’amore misericordioso!
    Esso fermi il male!
    Trasformi le coscienze!
    Nel tuo Cuore Immacolato
    si sveli per tutti
    la luce della Speranza!
    Amen.



    Rifletti e prega

    I 10 Comandamenti
    I 10 Comandamenti
    ▣ Io sono il Signore Dio tuo:
    1. Non avrai altro Dio all'infuori di me.
    2. Non nominare il nome di Dio invano.
    3. Ricordati di santificare le feste.
    4. Onora il padre e la madre.
    5. Non uccidere.
    6. Non commettere atti impuri.
    7. Non rubare.
    8. Non dire falsa testimonianza.
    9. Non desiderare la donna d'altri.
    10. Non desiderare la roba d'altri.
    ▣ Testo dall'Esodo:

    2 Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, in schiavitù: 3non avrai altri dèi all'infuori di me. 4Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

    7 Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.

    8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 9sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

    12 Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.

    13 Non uccidere.

    14 Non commettere adulterio.

    15 Non rubare.

    16 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

    17 Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo. »

    Le beatitudini
    Le beatitudini

    Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
    Beati i miti, perché erediteranno la Terra.
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
    Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
    Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
    Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (Matteo 5,3-12)
    ---
    Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
    Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
    Beati voi che ora piangete, perché riderete.
    Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. » (Luca 6,20-23)
    Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
    Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
    Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
    Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. (Luca 6,24-26)
    ▣ LE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
    Le opere di misericordia
    • - Dar da mangiare agli affamati
    • - Dar da bere agli assetati
    • - Vestire gli ignudi
    • - Alloggiare i pellegrini
    • - Visitare gli infermi
    • - Visitare i carcerati
    • - Seppellire i morti
    ▣ LE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALI
    • - Consigliare i dubbiosi
    • - Insegnare a chi no sa
    • - Ammonire i peccatori
    • - Consolare gli afflitti
    • - Perdonare le offese
    • - Sopportare pazientemente le persone moleste
    • - Pregare Dio per i vivi e i morti
    Le 4 virtù cardinali
    Le 7 virtù e i 7 vizi
    • Prudenza
    • Giustizia
    • Fortezza
    • Temperanza
    Le 3 virtù teologali
    • Fede
    • Speranza
    • Carità
    I 7 vizi
    • Superbia
    • Invidia
    • Lussuria
    • Gola
    • Accidia (Superficialità)
    • Ira
    • Avarizia
    Misteri gaudiosi (o della gioia)
    I Misteri- da recitarsi il lunedì e il giovedì oppure il lunedì e il sabato
    • - L'annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria Vergine
    • - La visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta
    • - La nascita di Gesù
    • - La presentazione di Gesù al Tempio
    • - Il ritrovamento di Gesù al Tempio
    Misteri dolorosi (o del dolore) - da recitarsi il martedì e il venerdì
    • - L'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi
    • - La flagellazione di Gesù alla colonna
    • - L'incoronazione di spine
    • - Gesù è caricato della Croce
    • - La crocifissione e la morte di Gesù
    La crocifissione di Gesù, quinto dei misteri dolorosi Misteri gloriosi (o della gloria) - da recitarsi il mercoledì, il sabato e la domenica oppure il mercoledì e la domenica
    • - La risurrezione di Gesù
    • - L'ascensione di Gesù al Cielo
    • - La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo
    • - L'assunzione di Maria Vergine al Cielo
    • - L'incoronazione di Maria Vergine
    Misteri luminosi (o della luce) - da recitarsi facoltativamente il giovedì, in luogo dei misteri gaudiosi
    • - Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano
    • - Le nozze di Cana
    • - L'annuncio del Regno di Dio
    • - La trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor
    • - L'istituzione dell'Eucaristia
    I doni dello Spirito Santo
    I doni dello Spirito Santo
    • Sapienza
    • Intelletto
    • Consiglio
    • Fortezza
    • Scienza
    • Pietà
    • Timore di Dio
    Vai all'approfondimento con i testi e video: --> I doni dello Spirito Santo
    s. Francesco, Cantico delle creature
    s. Francesco, Cantico delle creature
    Altissimo, onnipotente, buon Signore
    tue sono le lodi, la gloria e l'onore
    ed ogni benedizione.
    A te solo, Altissimo, si confanno,
    e nessun uomo è degno di te.
    Laudato sii, o mio Signore,
    per tutte le creature,
    specialmente per messer Frate Sole,
    il quale porta il giorno che ci illumina
    ed esso è bello e raggiante con grande splendore:
    di te, Altissimo, porta significazione.
    Laudato sii, o mio Signore,
    per sora Luna e le Stelle:
    in cielo le hai formate
    limpide, belle e preziose.
    Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e
    per l'Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo
    per il quale alle tue creature dai sostentamento.
    Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,
    la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.
    Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco,
    con il quale ci illumini la notte:
    ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.
    Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra,
    la quale ci sostenta e governa e
    produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.
    Laudato sii, o mio Signore,
    per quelli che perdonano per amor tuo
    e sopportano malattia e sofferenza.
    Beati quelli che le sopporteranno in pace
    perchè da te saranno incoronati.
    Laudato sii, o mio Signore,
    per nostra sora Morte corporale,
    dalla quale nessun uomo vivente può scampare.
    Guai a quelli che morranno nel peccato mortale.
    Beati quelli che si troveranno nella tua volontà
    poichè loro la morte non farà alcun male.
    Laudate e benedite il Signore e ringraziatelo
    e servitelo con grande umiltate.
    s. Francesco, Lodi di Dio
    s. Francesco, Lodi di Dio
    Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie.
    Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
    Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
    Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi,
    Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
    Signore Dio vivo e vero.
    Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
    Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
    Tu sei bellezza, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
    Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza,
    Tu sei giustizia e temperanza,
    Tu sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza.
    Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
    Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
    Tu sei fortezza, Tu sei rifugio.
    Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede,
    Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza,
    Tu sei la nostra vita eterna,
    grande e ammirabile Signore,
    Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
    (Fonti Francescane 261)
    s. Francesco, Preghiera semplice
    s. Francesco, Preghiera semplice
    Preghiera Semplice
    San Francesco d'Assisi
    Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
    dove è odio, fa ch'io porti amore,
    dove è offesa, ch'io porti il perdono,
    dove è discordia, ch'io porti la fede,
    dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
    dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.
    Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
    dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
    Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
    Ad essere compreso, quanto a comprendere.
    Ad essere amato, quanto ad amare
    Poichè:
    Se è: Dando, che si riceve:
    Perdonando che si è perdonati;
    Morendo che si risuscita a Vita Eterna.
    Amen
    s. Francesco, Il saluto alle virtù
    s. Francesco, Il saluto alle virtù
    O regina sapienza, il Signore ti salvi con tua sorella, la pura e santa semplicità.
    Signora santa povertà, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa umiltà.
    Signora santa carità, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa obbedienza.
    Santissime virtù tutte, il Signore vi salvi, dal quale procedete e venite.
    Quasi non c’è uomo al mondo che possa avere per sé una sola di voi se prima non muore.
    Chi ne ha una e le altre non offende, le ha tutte, e chi ne offende una non ne ha alcuna e le offende tutte; e ciascuna confonde i vizi e i peccati.
    La santa sapienza confonde satana e tutte le sue insidie.
    La pura e santa semplicità confonde ogni sapienza di questo mondo e la sapienza della carne.
    La santa povertà confonde ogni cupidigia e avarizia e le preoccupazioni di questo mondo.
    La santa umiltà confonde la superbia e tutti gli uomini di questo mondo e tutte le cose di questo mondo.
    La santa carità confonde tutte le diaboliche e mondane tentazioni e tutti i timori umani.
    La santa obbedienza confonde tutte le volontà carnali e corporali e tiene il suo corpo mortificato, in obbedienza allo spirito e in obbedienza al proprio fratello, e rende l’uomo soggetto a tutti gli uomini di questo mondo e non soltanto agli uomini ma anche agli animali, alle fiere, così che possono fare di lui quello che vogliono, in quanto sarà loro permesso dal Signore. (FF 256-258)
    Fratello Sole sorella Luna
    Fratello Sole sorella Luna
    Dolce è sentire
    come nel mio cuore
    ora umilmente
    sta nascendo amore!

    Dolce è capire
    che non son più solo
    ma che son parte di una immensa vita
    che generosa risplende intorno a me
    dono di Lui - del Suo immenso amore!

    Ci ha dato il cielo
    e le chiare stelle
    fratello Sole e sorella Luna

    La madre terra
    con frutti, prati e fiori,
    il fuoco, il vento,
    l'aria e l'acqua pura
    fonte di vita per le sue creature...
    dono di Lui - del Suo immenso amore
    dono di Lui - del Suo immenso amore!

    Sia laudato nostro Signore
    che ha creato l'universo intero.
    Sia laudato nostro Signore
    noi tutti siamo Sue creature:
    dono di Lui, del Suo immenso amore,
    beato chi Lo serve in umiltà.
    San Francesco
    Sant'Agostino sulla morte
    Sant'Agostino sulla morte


    La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
    Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

    San Bernardino
    Santa Brigida e San Bernardino

    Leggi le preghiere dettate a Santa Brigida da ripetere per 12 anni per ottenere l'indulgenza.
    Rivelazione fatta a San Bernardo della Piaga incognita della Sacra Spalla di Nostro Signore Gesù Cristo aperta dal peso della Croce.
    S. Bernardo, abate di Chiaravalle, domandò nell’orazione a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione.
    Gli fu risposto: ▣ “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce.
    Questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore più di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta.
    Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia che mi chiederanno in virtù di questa piaga, verrà loro concessa;
    ed a tutti quelli che per amore di Essa mi onoreranno con tre Padre Nostro, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i mortali, non morranno di morte subitanea ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine conseguendo ancora grazia e misericordia”.

    Papa Eugenio III su istanza di S. Bernardo concesse le indulgenze a chi propagherà questa orazione e la porterà sempre con sé, a chi reciterà 5 Padre Nostro, Ave e Gloria frequentando i SS. Sacramenti e pregherà per il Sommo Pontefice. ▣ Orazione sulla piaga della spalla di Nostro Signore.
    Orazione sulla piaga della spalla di Nostro Signore


    Dilettissimo Signore Gesù Cristo,
    mansuetissimo agnello di Dio,
    io povero peccatore adoro e venero
    la Santissima Vostra Piaga che
    riceveste sulla spalla nel portare
    la pesantissima Croce al calvario e
    nella quale restarono scoperte
    tre Vostre sacratissime ossa,
    tollerando in essa un immenso dolore:
    vi supplico in virtù e per i meriti di questa piaga
    di avere di me misericordia
    col perdonarmi tutti i peccati, sia mortali che veniali
    di assistermi nell’ora della morte e
    di condurmi al Vostro Regno beato.
    Padre Nostro, Ave Maria, Gloria.
    (tre volte).

    La Madonna delle Ghiaie di Bonate
    La Madonna delle Ghiaie di Bonate
    13 maggio 1944 - «Devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo e sincera: prega bene e ritorna in questo luogo per nove sere sempre a quest'ora»
    14 maggio 1944 - «Devi essere buona, ubbidiente, sincera e pregare bene, rispettosa verso il prossimo. Tra il quattordicesimo e il quindicesimo anno, ti farai Suora Sacramentina. Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in Paradiso!»
    15 maggio 1944 - «Dì loro che se vogliono i figli guariti devono fare penitenza, pregare molto ed evitare certi peccati. Se gli uomini faranno penitenza la guerra finirà fra due mesi, altrimenti poco meno di due anni»
    16 maggio 1944 - «Tante mamme hanno i bimbi disgraziati per i loro peccati gravi; non facciano più peccati e i bimbi guariranno…
    Prega per i poveri peccatori che hanno bisogno della preghiera dei bambini. (Adelaide chiese anche un segno esterno per soddisfare al desiderio della gente e la Madonna): Verrà anche quello a suo tempo»
    17 maggio 1944 - «Dì al Vescovo e al Papa il segreto che ti confido...ti raccomando di eseguire quanto ti dico, ma non dirlo a nessun altro.(Adelaide rivelò il segreto al vescovo il 20 maggio, e al Papa Pio XII soltanto nel 1949)»
    18 maggio 1944 - «Preghiera e penitenza...Prega per i poveri peccatori più ostinati che stanno morendo in questo momento e che trafiggono il mio Cuore...La preghiera a me più gradita è l'Ave Maria»
    19 maggio 1944 - «No, non è necessario che proprio tutti vengano qui, quelli che possono vengano che secondo i loro sacrifici saranno guariti o rimarranno ammalati, però non si facciano più gravi peccati. (Adelaide pregò anche la Madonna di fare qualche miracolo affinché la gente potesse credere): Verranno anche quelli, molti si convertiranno ed io sarò riconosciuta dalla Chiesa... Medita queste parole ogni giorno della tua vita, fatti coraggio in tutte le pene. Mi rivedrai nell'ora della tua morte, ti terrò sotto il mio manto e ti porterò in cielo»
    20 maggio 1944 - «Domani sarà l'ultima volta che ti parlo poi per sette giorni ti lascio pensare bene quanto ti ho detto. Cerca di capirlo bene perché fatta più grandicella ti servirà molto se vorrai essere tutta mia. Dopo questi sette giorni ritornerò ancora quattro volte»
    21 maggio 1944 - apparizione silenziosa.

    28 maggio 1944 - «Prega per i peccatori ostinati che fanno soffrire il mio cuore perché non pensano alla morte. Prega pure per il Santo Padre che passa momenti brutti. Da tanti è maltrattato e molti attentano alla sua vita. Io lo proteggerò ed Egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio cuore preme quella pace mondiale nella quale tutti si amino come fratelli. Solo così il Papa avrà meno da soffrire»
    29 maggio 1944 -«Gli ammalati che vogliono guarire devono avere maggior fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il paradiso. Se non faranno questo, non avranno premio e saranno severamente castigati. Spero che tutti quelli che conosceranno la mia parola faranno ogni sforzo per meritarsi il paradiso. Quelli che soffriranno senza lamento otterranno da me e dal Figlio mio qualunque cosa chiederanno. Prega molto per coloro che hanno l'anima ammalata; il figlio mio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole e per questo io soffro»
    30 maggio 1944 - «Cara bambina, tu sei tutta mia, ma pur essendo cara al mio cuore, domani ti lascerò in questa valle di pianto e di dolore. Mi rivedrai nell'ora della tua morte e avvolta nel mio manto ti porterò in cielo. Con te prenderò pure quelli che ti comprendono e soffrono»
    31 maggio 1944 - «Cara figliola, mi spiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata, non sgomentarti se per un po' non mi vedrai. Pensa a quello che t'ho detto; nell'ora della tua morte verrò ancora.
    In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire.
    Non scoraggiarti, desidero presto il mio trionfo.
    Prega per il Papa e digli che faccia presto perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo.
    Qualunque cosa mi si chiederà lo intercederò presso mio Figlio.
    Sarò la tua ricompensa se il tuo martirio sarà allegro.
    Queste mie parole ti saranno di conforto nella prova.
    Sopporta tutto con pazienza che verrai con me in paradiso.
    Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non verranno in paradiso se prima non avranno riparato e si saranno pentiti profondamente.
    Sta allegra che ci rivedremo ancora piccola martire»


    Preghiere in italiano

    Abbiate Coraggio
    Abbiate Coraggio


    ABBIATE CORAGGIO Bacchini - Tonoli
    "Il testo è tratto dai discorsi ai giovani e dalla Evangelii Gaudium di Papa Francesco "
    RITORNELLO
    ABBIATE CORAGGIO DI ESSERE FELICI,
    E FATE POSTO A GESU’ NEL VOSTRO CUORE.
    VOI SIETE IL DONO DEL SUO VERO AMORE.
    ABBIATE CORAGGIO DI ESSERE FELICI,
    SEGUITE IL CRISTO, MAESTRO DELLA VITA.
    VOI SIETE LA SPERANZA E LA GIOIA VERA.

    Nel nostro cuore vive per sempre Cristo Re della gloria,
    in Lui speriamo e viviamo,
    vera gioia che in Dio ci salverà.

    E’ importante avere amici di cui poter fidarsi,
    ma è essenziale dar fiducia al Signore,
    che non ci delude mai.

    Spirito Santo fa che il mio cuore sia aperto a Dio,
    che la Sua Chiesa viva sempre,
    nella povertà e per i poveri.

    Il digiuno
    Il digiuno


    Maria a Medjugorje: "Vorrei che la gente in questi giorni pregasse con me. E che preghi il più possibile! Che inoltre digiuni il mercoledì ed il venerdì; che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi, luminosi."

    Oh Maria, tu eri completamente libera nel tuo cuore, non eri legata ad alcuna cosa se non alla volontà del Padre: chiedi per me la grazia di fare un digiuno gioioso per cantare con te il cantico della riconoscenza!

    Fa' che nella mia decisione di digiunare io sia forte e perseverante.

    La difficoltà e la fame che sentirò oggi le voglio offrire per tutti gli uomini.

    Maria, prega per me! Per tua intercessione e per la forza della tua protezione si allontanino da me ogni male ed ogni tentazione diabolica. (da newsletter di Medjugorje)

    Angelus domini
    Angelus domini
    ▣ L'Angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.
    Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
    Ave Maria...
    Eccomi, sono la serva del Signore.
    Si compia in me la tua parola.
    Ave Maria...
    E il Verbo si fece carne.
    E venne ad abitare in mezzo a noi.
    Ave Maria...
    Prega per noi, santa Madre di Dio.
    Perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    Infondi nel nostro spirito la Tua grazia, o Padre; Tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del Tuo Figlio, per la Sua passione e la Sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
    All'Arcangelo Michele (Leone XIII)
    All'Arcangelo Michele (Leone XIII)
    San Michele Arcangelo,
    difendici in battaglia;
    sii presidio contro il male e le insidie del diavolo.
    Che Dio imperi su di lui, preghiamo supplici:
    e tu, Principe della milizia celeste,
    con virtù divina, ricaccia nell'inferno
    Satana e gli altri spiriti maligni
    che si aggirano per il mondo
    per causare la perdizione delle anime.
    Amen.
    Credo breve
    Credo breve
    Credo
    Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra;
    e nel suo unico figlio nostro signore Gesù Cristo, generato dallo Spirito Santo e nato da Maria,
    patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
    discese agli inferi; il terzo giorno e' resuscitato al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
    di là verrà a giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avra' fine.
    Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, e la vita del mondo che verra', amen.
    Il cantico delle creature
    Il cantico delle creature
    Altissimu, onnipotente, bon Signore,
    tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
    Ad te solo, Altissimu, se konfano
    et nullu homo ène dignu te mentovare.
    Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
    spetialmente messor lo frate sole,
    lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
    Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
    de te, Altissimu, porta significatione.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle;
    in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
    Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
    et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
    per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sor’acqua,
    la quale è multo utile e humile et pretiosa e casta.
    Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
    per lu quale enallumeni la nocte:
    ed ellu è bello e iocundo e robustoso et forte.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
    la quale ne sustenta e governa,
    et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
    Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
    e sostengo infirmitate et tribulatione.
    Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
    ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
    da la quale nullu homo vivente pò skappare:
    guai a*cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
    beati quilli ke se trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
    ka la morte secunda no ‘l farrà male.
    Laudate e benedicite mi’ Signore et rengratiate
    et serviateli cum grande humilitate.
    Pange Lingua
    Pange Lingua
    Canta, o mia lingua
    Un sì gran sacramento
    Canta, o mia lingua,
    il mistero del corpo glorioso
    e del sangue prezioso
    che il Re delle nazioni,
    frutto benedetto di un grembo generoso,
    sparse per il riscatto del mondo.
    Si è dato a noi, nascendo per noi
    da una Vergine purissima,
    visse nel mondo spargendo
    il seme della sua parola
    e chiuse in modo mirabile
    il tempo della sua dimora quaggiù.
    Nella notte dell'ultima Cena,
    sedendo a mensa con i suoi fratelli,
    dopo aver osservato pienamente
    le prescrizioni della legge,
    si diede in cibo agli apostoli
    con le proprie mani.
    Il Verbo fatto carne cambia con la sua parola
    il pane vero nella sua carne
    e il vino nel suo sangue,
    e se i sensi vengono meno,
    la fede basta per rassicurare
    un cuore sincero.
    Adoriamo, dunque, prostrati
    un sì gran sacramento;
    l'antica legge
    ceda alla nuova,
    e la fede supplisca
    al difetto dei nostri sensi.
    Gloria e lode,
    salute, onore,
    potenza e benedizione
    al Padre e al Figlio:
    pari lode sia allo Spirito Santo,
    che procede da entrambi.
    di San Tommaso d'Aquino
    GMG 2023 la via crucis
    GMG 2023 la via crucis

    1 | Gesù è condannato a morte
    Signore, Pilato ha firmato il decreto. Ha firmato il decreto che estinguerebbe il tuo futuro. “Questo essere umano deve morire; non avrà più futuro”.

    Lo sentono tanti giovani oggi, Signore, che ci viene tolto il futuro. Ci viene detto che la vita è piena di opportunità, ma è difficile vedere dove siano quelle opportunità quando i soldi non sono sufficienti, quando non si riesce a trovare lavoro e quando l'accesso all'istruzione spesso è praticamente impossibile.

    Signore, anche quando ti hanno condannato a morte, non ti sei lasciato cadere. Hai spiegato a Pilato che non avrebbe alcun potere su di te se Dio non lo permettesse. E, con il Padre al tuo fianco, sei andato avanti, fiducioso nel futuro. Insegnaci a fare lo stesso.

    2 | Gesù carica la Croce sulle spalle
    Un pesante ceppo di legno è stato posto sulle tue spalle. E ti avevano già torturato. Che violenza, Signore! Sei vissuto in un mondo violento e sei stato vittima di quella violenza.

    Il mondo in cui viviamo forse non è molto diverso. Guerre, attentati, sparatorie di massa ma anche violenze nei matrimoni e nelle relazioni, abusi sui minori, bullismo, abusi di potere, famiglie dove si scagliano parole pesanti come macigni.

    Ti hanno caricato una croce sulle spalle. Ma Tu, Signore, non ti sei arreso. Dove hai trovato la forza per continuare a camminare? Ti immagino mentre ripeti a Te stesso: “L'amore vincerà la violenza”. Signore, dammi la forza di amare.

    3 | Gesù cade per la prima volta
    Scusa, Signore, non sono abituato a vedere i miei eroi stesi a terra sporchi di polvere. Perché ti sei sottomesso? Troppo è l’abbandono e troppa la solitudine.

    Tu, da solo. È come mi sento, a volte, quando aspetto un messaggio o un abbraccio che non arrivano. E penso che sia colpa mia, che sono incapace e mi chiudo. Altre volte, penso di vivere in un mondo egoista dove ognuno guarda solo a sé stesso. Non lo so, so però che ci sono tanti giovani soli, anche quando sono circondati da altre persone.

    Ti guardo caduto a terra. Ti immagino alzare la testa e guardarmi. Ti immagino mentre dici: “Io cado con te per rialzarti con me. Vai, alzati in piedi e vai. Camminiamo insieme."

    4 | Gesù incontra sua Madre
    Probabilmente, tra le urla della folla, hai sentito la voce di tua madre. Una voce dolce, inconfondibile. "Figlio mio, sono qui". Hai cercato il suo volto. L'hai trovato sereno che diceva "sì" con la testa. "Sì". Era tutto quello che volevi vedere. Un segno di conferma. Un segno che proveniva dal puro amore. Come a dire: “Vai avanti, impegnati, impegnati per il Bene. Dio ti aiuterà”.

    Parlami all'orecchio, oh madre di Gesù. Parlami d'amore, parlami di impegno. Impegno per il Bene. Non lasciarmi seduto in attesa. In attesa del “momento ideale”, della persona ideale, del lavoro ideale, della Chiesa ideale. Non lasciarmi seduto a sognare, mentre il mondo va avanti senza di me e senza ciò che avrei da offrirgli. Maria, aiutami ad abbracciare la mia vocazione.

    5 | Simone di Cirene aiuta Gesù a caricare la Croce
    I soldati costrinsero un uomo di nome Simone a portare la croce di Gesù. Non glielo hanno chiesto, lo hanno costretto. Con la forza. Era uno che veniva dalla campagna. Non era nemmeno romano. Non contava, non aveva il diritto di dire se lo voleva o no.

    Oggi il mondo è pieno di esclusioni e intolleranze. Ci sono minoranze che non hanno il diritto di parlare e nemmeno di esistere. In molti paesi non si può nemmeno praticare la propria religione. Ci sono molte persone che non possono esprimere liberamente le loro idee. Ogni gruppo vuole imporre il proprio modo di vedere le cose e allontanare chiunque la pensi diversamente. A volte anche all'interno della Chiesa. Talvolta anche nei nostri cuori.

    Tu, Signore, sei stato vittima dell'intolleranza. Ma non ti sei lasciato prendere dall'odio. Ed è per questo che puoi essere un ponte tra tutti. Insegnaci ad essere costruttori di ponti ovunque ci troviamo.

    6 | Veronica asciuga il volto di Gesù
    Signore, una donna ha attraversato la folla per ripulire il tuo volto e nel suo panno si è impressa la Tua immagine. Amare è questo, è lasciarsi commuovere dal volto dell'altro, anche sfigurato. Il volto del figlio che si ama, dell'amico che si ama, del povero che si ama, della moglie o del marito che si ama. Il volto della Chiesa che si ama, anche se sfigurata. Amare è lasciarsi attrarre dal volto dell'altro.

    Ma noi giovani viviamo in un mondo individualistico. Ci è stato detto mille volte che ciò che contava di più era la nostra immagine e la nostra autorealizzazione. Che avevamo il diritto di essere felici e che dovevamo pensare prima a noi stessi. Ed eccoci qui, egocentrici, ognuno concentrato sul suo cellulare, nei propri interessi, sulla propria isola, in attesa di una felicità che non arriva. Perché la vera felicità sta nel lasciarsi attrarre dal volto dell'altro.

    7 | Gesù cade per la seconda volta
    Di nuovo a terra, Signore? Quando siamo caduti una volta, abbiamo pensato che fosse un incidente, che fossero le circostanze. Quando cadiamo più spesso, ci spaventiamo. Con il timore che ci sia qualche problema di fondo in noi. Uno squilibrio.

    Oggigiorno noi giovani, Signore, abbiamo spesso una mente complicata. Soffriamo di ansia e depressione, problemi alimentari, burnout. A volte ci chiediamo chi siamo e se vale la pena vivere la vita. A volte, ci sentiamo molto giù, a terra. Peggio che avere un problema, è sentirsi un problema.

    Ti guardo caduto a terra. Ti immagino mentre dici: “Io cado con te per rialzarti con me. Vai, fatti aiutare, rimettiti in piedi e vai avanti. Andiamo insieme".

    8 | Gesù encontra le donne di Gerusalemme
    Per strada, Signore, ti sei imbattuto in donne che piangevano per te. “Non piangete per Me – hai detto loro – piangete per voi e per i vostri figli”. Non volevi lacrime facili che non cambiassero nulla. Volevi che quelle donne pensassero a sé stesse e al mondo che avrebbero lasciato alla generazione seguente e al futuro.

    Anche noi ci chiediamo come sarà il nostro futuro su questo pianeta. Assistiamo al consumo incontrollato delle risorse della terra, all'estinzione di alcune specie, alla devastazione delle foreste. Siamo spaventati dal cambiamento climatico e ci sentiamo molto insicuri riguardo al futuro. E tutto questo associato a stili di vita squilibrati che fanno morire di fame alcuni mentre altri si ammalano per aver mangiato troppo.

    Signore, insegnaci ad avere stili di vita più semplici, più solidali, più consapevoli delle conseguenze, più vicini all'essenziale. Più simili a te.

    9 | Gesù cade per la terza volta
    Per la terza volta a terra, Signore? Ho paura per Te, ho paura che non riuscirai ad alzarti. O che cadrai di nuovo, non appena ti rimetti in piedi.

    Forse vuoi avvicinarti a quei giovani che cadono di nuovo ogni volta che provano a rialzarsi. Tanti ci accusano di essere deboli, di non resistere alla droga, alla pornografia, all'alcool. Ci accusano di rifugiarci nei nostri schermi fino a diventarne dipendenti. Semplicemente non capiscono che alzarsi potrebbe richiedere una forza che non si ha più. E una fede che si è già persa.

    Ti guardo steso a terra. Ti immagino dire a ogni giovane con una dipendenza: “Io cado con te perché tu possa rialzarti con me. Vai, cerca aiuto, alzati e vai avanti. Con me, questa volta, ce la farai. Camminiamo insieme."

    10 | Gesù è spogliato delle sue vesti
    Ti hanno spogliato, Signore, ti hanno denudato. Ti guardo sereno e fiducioso nella tua nuda verità. Anche senza vestiti, non smetti di essere quello che sei perché non ti sei mai preso la briga di costruire un'immagine di te stesso. Tu nella Tua umiltà, Tu nella Tua integrità. Tu nella Tua verità.

    Ma viviamo in una terra di specchi dove ciò che conta è l'apparenza, l'immagine. Un selfie dopo l’altro. La tirannia del corpo giusto e del sorriso perfetto. Foto di sé stessi sui social in pose attentamente studiate. Post artificiali che aspettano i like degli altri. Terribile sensazione di non poter essere noi stessi, di doverci vendere per piacere alle persone e non rimanere isolati. Narcisismi che, alla fine, ci lasciano soli su isole lontane.

    E tu nudo, così come sei, senza vergognarti di essere ciò che sei. Non vivevi per l'apparenza, ma per il Bene. Insegnami, Signore. Dammi la forza di essere diverso, di non vivere in funzione dell'immagine, ma nella fedeltà alla mia coscienza.

    11 | Gesù è inchiodato alla Croce
    Un chiodo per ogni polso, un terzo nei piedi. Eri così, inchiodato. Inoltre ti gridavano dal basso: “Non sei tu il Figlio di Dio? Scendi dalla Croce!” Ma la Croce non era una situazione in cui ti trovavi per puro caso; era la conseguenza inevitabile di non aver rinunciato ad amare fino alla fine. Il confronto tra l’amore e la violenza nel mondo.

    Oggi molte persone cercano disperatamente di sfuggire a situazioni disumane. Fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla mancanza d'acqua, dalle persecuzioni politiche. La loro casa ha cessato di essere il loro rifugio ed è diventata il luogo di una probabile morte. Cercano di rifugiarsi in qualche altro posto nel mondo, che un giorno potrebbero chiamare “casa”.

    Inchiodato sulla croce, Signore, infondi coraggio a tutti i giovani costretti a fuggire per non perdere la vita. E a chi vive, comodo nella sua casa, dona un cuore come il Tuo.

    12 | Gesù muore in Croce
    “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”. Ti sei abbandonato tra le braccia del Padre. Hai emesso l’ultimo respiro e sei morto. E con te, sono morte tutte le parole che non hai potuto dire, tutti gli abbracci che non hai potuto dare, tutte le guarigioni che non hai potuto fare.

    Sembra uno spreco, Signore! Quante cose buone avresti potuto fare in qualche decennio in più di vita! Eppure le tue parole sono state: "Tutto è compiuto". Non c'era più niente da realizzare. Perché lì, sulla Croce, ci hai lasciato tutto ciò che serviva per salvarci: l'amore puro, anche se impotente e apparentemente inutile.

    Oggi conta solo chi produce. Gli anziani non contano, i disabili non contano, i disoccupati non contano, i sognatori non contano. E i giochi dei bambini non contano, bambini spesso costretti a lavorare per guadagnare o a studiare sempre di più per essere un giorno “veri vincitori” nel mercato del lavoro.

    Tuttavia, ciò che salva è l'amore. Nascondimi nelle Tue piaghe traboccanti d’amore, Signore!

    13 | Gesù è deposto dalla Croce e consegnato alla Madre
    Pietà. Gesù tra le braccia di Maria. Un figlio sulle ginocchia della madre. La verità più pura dell'amore disinteressato. La Parola che riposa nel silenzio.

    Mentre noi siamo persi in un mondo saturo di parole frettolose, informazioni, notizie, pubblicità, interessi, in cui non sappiamo più distinguere verità e menzogna, né sappiamo più a chi credere!

    Signore, non devo sapere tutto, non voglio sapere tutto. Voglio solo capire cosa conta sapere per essere una persona migliore e creare un mondo più umano. Dammi un grande amore per tutto ciò che nel mondo è puro, vero, semplice e umano.

    14 | Gesù è posto nel sepolcro
    Il cimitero. La Fine. Quando la pietra rotolò all'ingresso del sepolcro, sembrò che tutto fosse definitivamente finito. Sembrava, Signore, che Tu e il Tuo modo di amare non foste altro che un’illusione, una speranza ingannevole in un ipotetico trionfo del bene sul male. Sembrava che tutto fosse finito, che bisognasse essere realisti, che il mondo fosse davvero per i furbi e non per chi sogna il Bene, come te.

    Tante volte nella nostra vita sembra che non ci sia futuro. Non vediamo alcuna luce alla fine del tunnel. Abbiamo paura di guardare avanti. Non riusciamo a prendere decisioni, né vediamo la direzione verso cui la storia potrebbe continuare, vediamo solo il percorso bloccato da grandi ostacoli davanti a noi.

    È qui che dobbiamo sentire la voce di Maria. Maria parla dei punti di arrivo che diventano punti di partenza, dell’apparente morte di un albero in inverno che si appresta a fiorire in primavera, delle tombe che sono porte di risurrezione.

    GMG 2000 ai giovani da Giovanni Paolo II
    GMG 2000 ai giovani da Giovanni Paolo II

    Cari giovani, è difficile credere in un mondo così? Nel Duemila è difficile credere? Sì! E' difficile. Non è il caso di nasconderlo. E' difficile, ma con l'aiuto della grazia è possibile, come Gesù spiegò a Pietro: "Né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli" (Mt 16,17).

    Questa sera vi consegnerò il Vangelo. E' il dono che il Papa vi lascia in questa veglia indimenticabile. La parola contenuta in esso è la parola di Gesù. Se l'ascolterete nel silenzio, nella preghiera, facendovi aiutare a comprenderla per la vostra vita dal consiglio saggio dei vostri sacerdoti ed educatori, allora incontrerete Cristo e lo seguirete, impegnando giorno dopo giorno la vita per Lui!

    In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità;

    • è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate;
    • è Lui la bellezza che tanto vi attrae;
    • è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso;
    • è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita;
    • è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare.
    E' Gesù che suscita in voi il desiderio di
    • fare della vostra vita qualcosa di grande,
    • la volontà di seguire un ideale,
    • il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità,
    • il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.

    ... Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" (cfr Is 21,11-12) in quest'alba del terzo millennio.

    Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri.

    I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario.

    Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro.

    Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.

    video - Tor Vergata, sabato 19 agosto 2000

    Santa Gertrude al Sacro Cuore di Gesù
    Santa Gertrude al Sacro Cuore di Gesù

    Io ti saluto, o Sacro Cuore di Gesù,
    fonte viva e vivificante della vita eterna,
    tesoro infinito della divinità,
    fornace ardente del divino amore.
    Tu sei il luogo del mio rifugio,
    l'asilo della mia sicurezza.
    O mio amabile Salvatore,
    accendi il mio cuore di quell'amore ardentissimo che infiamma il tuo Cuore;
    versa nel mio cuore le grandi grazie che trovano la fonte viva nel tuo Cuore;
    fa' che la tua volontà diventi la mia volontà
    e che ad essa sia sempre conforme,
    perché io desidero che per l'avvenire la tua santa volontà
    sia la regola di tutti i miei desideri e di tutte le mie azioni. Amen



    Preghiere speciali

    Via Crucis solo stazioni
    Via Crucis solo stazioni
    1. Gesù condannato a morte
    2. Gesù prende la croce
    3. Gesù cade la prima volta
    4. Gesù incontra la sua SS. Madre
    5. Gesù aiutato dal Cireneo
    6. La Veronica asciuga il volto di Gesù
    7. Gesù cade la seconda volta
    8. Gesù incontra le pie donne
    9. Gesù cade la terza volta
    10. Gesù spogliato delle vesti
    11. Gesù inchiodato sulla croce
    12. Gesù muore in croce
    13. Gesù deposto dalla croce
    14. Gesù deposto nel sepolcro
    Salmo 50, Purificami o Signore
    Salmo 50, Purificami o Signore

    Purificami, o Signore:
    sarò più bianco della neve
    Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
    nel tuo affetto cancella il mio peccato
    e lavami da ogni mia colpa,
    purificami da ogni mio errore.
    Il mio peccato, io lo riconosco;
    il mio errore, mi è sempre dinanzi;
    contro te, contro te solo ho peccato;
    quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
    Così sei giusto nel parlare
    e limpido nel tuo giudicare;
    ecco, malvagio sono nato,
    peccatore mi ha concepito mia madre.
    Fammi udire gioia e allegrezza:
    esulteranno le ossa umiliate;
    dai miei errori nascondi il tuo volto,
    non mi togliere il tuo spirito di santità.
    Crea in me, o Dio, un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito fermo;
    non cacciarmi lontano dal tuo volto,
    non mi togliere il tuo spirito di santità.
    Ecco, ti piace verità nell’infinito,
    e nel profondo mi insegni sapienza.
    Se mi purifichi con issopo, sono limpido;
    se mi lavi, sono più bianco della neve.
    Le vittime non ti son gradite:
    se ti offro un olocausto, non lo vuoi;
    la mia vittima è il mio spirito affranto:
    non disprezzi un cuore affranto o fiaccato.
    Ritorni in me la tua gioia di salvezza,
    sorreggi in me uno spirito risoluto.
    Insegnerò ai peccatori le tue vie
    e gli erranti ritorneranno a te.
    Liberami dal sangue, o Dio, mia salvezza,
    e la mia lingua griderà la tua giustizia.
    Signore, aprirai le mie labbra,
    la mia bocca annuncerà la tua lode.
    Sia gloria al Padre onnipotente,
    al Figlio, Gesù Cristo, Signore;
    allo Spirito Santo, Amore,
    nei secoli dei secoli. Amen.
    Salmo 27, di chi avrò paura ?
    Salmo 27, di chi avrò paura ?
    [1] Salmo Di Davide.
    Il Signore è mia luce e mia salvezza,
    di chi avrò paura?
    Il Signore è difesa della mia vita,
    di chi avrò timore?
    [2] Quando mi assalgono i malvagi
    per straziarmi la carne,
    sono essi, avversari e nemici,
    a inciampare e cadere.
    [3] Se contro di me si accampa un esercito,
    il mio cuore non teme;
    se contro di me divampa la battaglia,
    anche allora ho fiducia.
    [4] Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella casa del Signore
    tutti i giorni della mia vita,
    per gustare la dolcezza del Signore
    ed ammirare il suo santuario.
    [5] Egli mi offre un luogo di rifugio
    nel giorno della sventura.
    Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
    mi solleva sulla rupe.
    [6] E ora rialzo la testa
    sui nemici che mi circondano;
    immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza,
    inni di gioia canterò al Signore.
    [7] Ascolta, Signore, la mia voce.
    Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
    [8] Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto";
    il tuo volto, Signore, io cerco.
    [9] Non nascondermi il tuo volto,
    non respingere con ira il tuo servo.
    Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
    non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
    [10] Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
    ma il Signore mi ha raccolto.
    [11] Mostrami, Signore, la tua via,
    guidami sul retto cammino,
    a causa dei miei nemici.
    [12] Non espormi alla brama dei miei avversari;
    contro di me sono insorti falsi testimoni
    che spirano violenza.
    [13] Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi.
    [14] Spera nel Signore, sii forte,
    si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
    Salmo 28, di Davide
    Salmo 28, di Davide

    [1] A te grido, Signore;
    non restare in silenzio, mio Dio,
    perché, se tu non mi parli,
    io sono come chi scende nella fossa.
    [2] Ascolta la voce della mia supplica,
    quando ti grido aiuto,
    quando alzo le mie mani
    verso il tuo santo tempio.
    [3] Non travolgermi con gli empi,
    con quelli che operano il male.
    Parlano di pace al loro prossimo,
    ma hanno la malizia nel cuore.
    [4] Ripagali secondo la loro opera
    e la malvagità delle loro azioni.
    Secondo le opere delle loro mani,
    rendi loro quanto meritano.
    [5] Poiché non hanno compreso l'agire del Signore
    e le opere delle sue mani,
    egli li abbatta e non li rialzi.
    [6] Sia benedetto il Signore,
    che ha dato ascolto alla voce della mia preghiera;
    [7] il Signore è la mia forza e il mio scudo,
    ho posto in lui la mia fiducia;
    mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore,
    con il mio canto gli rendo grazie.
    [8] Il Signore è la forza del suo popolo,
    rifugio di salvezza del suo consacrato.
    [9] Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici,
    guidali e sostienili per sempre.
    Il tuo amore ci abbraccia - Martini
    Il tuo amore ci abbraccia - Martini

    Ti ringraziamo, Signore Gesù,
    perché ci hai amati al punto
    che non possiamo fare altro che amarti
    con tutto il cuore. con tutta la mente,
    con tutta la vita.

    Si, Gesù, il tuo amore ci abbraccia,
    ci circonda: siamo in te
    e possiamo contemplare in tutto la tua gloria,
    il tuo amore che si dona.

    Ogni uomo e ogni donna della terra
    sono avvolti dallo stesso Spirito d’amore.

    E lo sono pure i nostri peccati,
    lo sono tutte le situazioni che incontriamo.

    Facci crescere, Gesù, in questo tuo amore!

    Donaci la grazia
    per raggiungere una conoscenza interiore di te,
    o Signore, che ti sei fatto uomo per me,
    per amarti sempre più intensamente
    e seguirti più da vicino.

    Imploriamo questa grazia dal padre
    attraverso te, Gesù, che vivi e regni con lui
    nell’unità dello Spirito santo
    per tutti i secoli dei secoli. Amen

    del Card. Carlo Maria Martini, Vedere il mondo con gli occhi di Dio

    Preghiera dei Vincenziani XVII sec.
    Preghiera dei Vincenziani XVII sec.
    Signore, fammi buon amico di tutti.
    Fà che la mia persona ispiri fiducia:
    a chi soffre e si lamenta,
    a chi cerca luce lontano da Te,
    a chi vorrebbe cominciare e non sa come,
    a chi vorrebbe confidarsi e non se ne sente capace.
    Signore aiutami,
    percè non passi accanto a nessuno con il volto indifferente,
    con il cuore chiuso, con il passo affrettato.
    Signore, aiutami ad accorgermi subito:
    di quelli che mi stanno accanto,
    di quelli che sono preoccupati e disorientati,
    di quelli che soffrono senza mostrarlo,
    di quelli che si sentono isolati senza volerlo.
    Signore, dammi una sensibilità
    che sappia andare incontro ai cuori.
    Signore, liberami dall'egoismo,
    perché Ti possa servire,
    perché Ti possa amare,
    perché Ti possa ascoltare
    in ogni fratello
    che mi fai incontrare.
    Amen
    Coroncina di ringraziamento di Giulia Gabrieli
    Coroncina di ringraziamento di Giulia Gabrieli
    CORONCINA DI RINGRAZIAMENTO. Si usa la corona del santo Rosario. All'inizio:
    Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen
    Rinnoviamo la nostra professione di fede:
    * Sul primo grano: Credo...
    * Sui tre grani che collegano la croce della corona alla medaglia:
    "Santissima Trinità noi ti ringraziamo per quello che creasti, che hai fatto e per quello che ci donerai. A nome nostro e del mondo intero."
    * Preghiera iniziale:
    "Con questa coroncina vogliamo ringraziarti Signore Dio per aver creato i Cieli, la Terra e l'uomo, per averlo posto al centro dell'universo rendendolo unico.
    Vogliamo ringraziarti perché nel Figlio Gesù ti sei incarnato nel seno della Vergine Maria e perché, nascendo nella capanna di Betlemme, soffrendo sul Calvario e morendo in croce, ti sei fatto uomo, comprendendo le nostre fragilità e anche le nostre virtù; perché con la Resurrezione ci hai salvati dal peccato e ci hai dimostrato la vera e pura esistenza del Signore; perché hai istituito l'Eucarestia e gli altri Sacramenti.
    Infine vogliamo ringraziarti per averci donato lo Spirito Santo, che con i Suoi sette doni illumina la via che ci conduce a Te. Amen"
    * Sui grani del Padre nostro:
    "Per il meraviglioso progetto che stai portando avanti sull’ uomo e sul mondo intero.
    Noi vogliamo soltanto ringraziarti, Signore."
    * Sui grani dell'Ave Maria:
    "Signore, vogliamo con gioia, dal profondo del cuore, elevare il nostro grazie a Te.
    Per le meraviglie che hai creato e per le attenzioni di cui ci circondi sempre."

    * Preghiera finale:
    "Signore Dio, noi ti ringraziamo per esserti fatto uomo nel Figlio Gesù, per aver voluto essere un Dio misericordioso che capisce i nostri limiti umani, ci perdona sempre e ci dà la capacità di discernere tra bene e male. Ti ringraziamo, Signore, per essere Dio Amore che ci ama, ci protegge sempre e ci dona ottima salute, grazie e miracoli ovunque siamo e ovunque andiamo. Tu, Signore ti fidi talmente tanto dei tuoi figli che sotto la croce ci donasti la tua giovane Madre, affinché, non lasciandoci mai soli, Lei ci ricordi sempre che Tu sei l'unico Dio in grado di farci godere della vita eterna. Amen"

    Tratto da: http://www.congiulia.com
    Carlo Acutis l'autostrada e il Paradiso
    Carlo Acutis l'autostrada e il Paradiso

    "Offro tutte le sofferenze che dovro' patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in paradiso" -
    Carlo Acutis

    Paul, migrante
    Paul, migrante
    Fr. Biagio vuole evitare che venga rimpatriato con la nuova legge. Paul tempo fa aveva scritto ad un prete appena consacrato:
    "Prenditi cura della tua vita spirituale e del tuo rapporto con Dio perché questa è la spina dorsale di quello che faccio e di tutto quello che sono.
    Prenditi cura della tua vita in questa grande famiglia; dona ai tuoi figli amore e non solo soldi, dona molto del tuo tempo, attenzione e amore. Prenditi cura della tua relazione con gli altri. Trasforma la tua fede in vissuto, nel linguaggio, nelle opere specialmente nei bisogni dei fratelli.
    Stai attento nel tuo parlare, purifica la tua lingua dalle parole offensive, volgari e mondane. Guarisci il cuore con l'olio del perdono, perdonando tutti coloro che ci hanno ferito e medicando le ferite che hai causato ad altri.
    Dopo, verifica che il tuo lavoro sia fatto con entusiasmo, umiltà, competenza, passione e soprattutto con lo spirito di sapere ringraziare il Signore. Attenzione all' Invidia, alla lussuria, all'odio e a tutti i sentimenti negativi che nuociono alla nostra pace interiore.
    Attenzione alla rabbia che può portare alla vendetta, alla pigrizia che conduce all'eutanasia esistenziale, al puntare il dito contro l'altro che porta all'orgoglio, al lamentarsi continuamente che porta alla disperazione.
    Prenditi cura del fratello, della sorella debole, dell'anziano,del malato, dell'arrabbiato e del senza fissa dimora."
    Paul
    06.05.2019
    Preghiera di Voltaire
    Preghiera di Voltaire

    Preghiera contenuta nel Trattato sulla Tolleranza

    Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi:
    se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato,
    a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.

    Fa' sì che questi errori non generino la nostra sventura.

    Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l'un l'altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda;
    fa' che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera.

    Fa' sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi,
    tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole,
    tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate,
    tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te,
    insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione.

    Fa' in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole;
    che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera;
    che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.

    Fa' che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo,
    e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza",
    e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c'è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.

    Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli!

    Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime,
    come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell'attività pacifica!

    Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace,
    ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse,
    dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.

    I peccati moderni - Papa Francesco
    I peccati moderni - Papa Francesco

    Perdonate tutto, come Dio perdonerà tutto a voi.
    Tutto, tutto, tutto.
    In questo tempo quaresimale, con la contrizione del cuore, sussurriamo anche noi come il pubblicano: «O Dio, abbi pietà di me, peccatore».
    Facciamolo insieme: O Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    Dio,
    quando mi dimentico di Te o ti trascuro,
    quando alla tua Parola antepongo le mie parole e quelle del mondo,
    quando presumo di essere giusto e disprezzo gli altri,
    quando chiacchiero degli altri, o Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    Quando non mi prendo cura di chi mi sta accanto,
    quando sono indifferente a chi è povero e sofferente, debole o emarginato,
    o Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    Per i peccati contro la vita, per la cattiva testimonianza che sporca il bel volto della Madre Chiesa, per i peccati contro il creato, o Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    Per le mie falsità,
    le mie disonestà,
    la mia mancanza di trasparenza e legalità, o Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    Per i miei peccati nascosti,
    quelli che nessuno conosce,
    per il male che anche senza accorgermi ho procurato ad altri,
    per il bene che avrei potuto fare e non ho fatto,
    o Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    In silenzio, ripetiamo per qualche istante, col cuore pentito e fiducioso: o Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    In silenzio.
    Ognuno lo ripeta nel suo cuore.
    O Dio, abbi pietà di me, peccatore.
    In questo atto di pentimento e di fiducia ci apriremo alla gioia del dono più grande: la misericordia di Dio


    Preghiere in famiglia

    Iniziare a pregare
    Iniziare a pregare
    A Medjugoje Maria ha insegnato ai bambini veggenti come iniziare a pregare:
    7 volte un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria.
    Grazie di oggi
    Grazie di oggi
    Grazie o Signore di questa bella giornata
    e ti prometto domani di essere un poco piu' buono di oggi.
    Come pregare
    Come pregare
    E' la domanda piu' frequente. Distrazioni, pensieri, velocita': tante occasioni ci allontanano dal parlare con il Padre.
    Il Padre ci ama ciascuno piu' di quanto noi lo amiamo, e aspetta anche una piccola chiamata, per sentirci e accompagnarci.
    • Maria ci chiede di pregare con il cuore guardando suo figlio.
    • Durante la preghiera possiamo guardare una immagine sacra in tanti modi.
    • Forse la piu' efficace e' quella di pensare che in quel momento Gesu' e Maria sono presenti con noi e ci stanno guardando insieme al nostro angelo custode.
      Immaginiamoci di essere davanti a loro e parlare a loro.Continueremmo a distrarci ?
    • Se alcuni giorni non vogliamo usare le formule,ma parlare dei nostri problemi, facciamolo. Il cambio di abitudini rinforza l'intensita'.
    • Digiuno, Rosario il venerdi' alle 3 del pomeriggio, Cantare le preghiere: occasioni dove il pregare vale doppio secondo quanto ci dicono Maria a Medjugorje e Gesu' a Santa Faustina.
    • Leggere le Sacre Scritture: ci sono ottime app o piccole edizioni cartacee. Nel luogo giusto le parole prenderanno vita.
    Infine la preghiera non e' mai un punto di arrivo, ma un continuo ricominciare e riscoprire.
    La preghiera e la famiglia per Papa Francesco
    La preghiera e la famiglia per Papa Francesco
    Una omelia memorabile e' quella del 27.12.2015 qui linkata.

    Ecco un passo: "Come è importante per la famiglia ritrovarsi anche in un breve momento di preghiera prima di prendere insieme i pasti, per ringraziare il Signore di questi doni, e per imparare a condividere quanto si è ricevuto con chi è maggiormente nel bisogno. Sono tutti piccoli gesti, che tuttavia esprimono il grande ruolo formativo che la famiglia possiede nel pellegrinaggio di tutti i giorni."

    Guarda con bontà, o Signore, e benedici questo cibo e tutti coloro che l'hanno preparato; aiutaci a condividere il nostro pane con tutti i poveri del mondo. Di tutte le preghiere possibili, ampiamente disponibili sul web, ho scelto questa di ringraziamento
    Prima dei pasti per il cibo ricevuto e chi ha lavorato per prepararlo, ma ricorda anche di condividerlo con chi non lo ha.
    Un gesto mi ha colpito essere presente in molte religioni e tradizioni: il prendersi per mano prima di iniziare, un momento corale non frequente in famiglia.
    Giudizi Universali
    Giudizi Universali
    Mamma amava questa canzone (link), mi ricordo quando da piccola metteva il CD con questa canzone in auto quando andavano in montagna o al mare
    Quando nella nostra famiglia non c'erano problemi,
    quando quei viaggi ci sembravano interminabili,ma allo stesso tempo bellissimi
    Quando i nonni c'erano ancora e diventare grandi sembrava bellissimo
    Questa canzone è la mia infanzia
    anonimo
    Un sabato santo
    Un sabato santo
    Vado in Chiesa.
    Entro di corsa per la messa, sono in ritardo.
    Un anziano poverissimo e' fuori della porta che non chiede nulla. Io entro in Chiesa.
    Poi mi fermo, apro il portafogli, prendo le monete, esco, gliele dò in mano, gli stringo la mano e ci auguriamo buona giornata. Sorride. Io abbasso la testa e rientro in Chiesa.
    La messa non c'e'. Mi siedo e prego.
    Il crocifisso e' disteso sui gradini dell'altare, inclinato. Un fotografo fa foto e poi prega. Io guardo lui che fotografa e Lui che si lascia fotografare.
    Cosa mi dici oggi ?
    Ti ho chiesto perdono perchè, nonostante ogni sforzo, ti resisto.
    Resisto sempre con qualche motivo. Peroò questo no, questo dopo, non lo dirà mica a me. Piu' tardi. Forse. Ma e' per altri.
    Poi ti ho guardato in croce. Sembra che ti voglia alzare per aiutarmi. Ti scatto una foto in un momento di calma.
    La croce distesa sulle scale, la testa non sembrava pendere, ma alzarsi.
    Ti ho guardato. In faccia. Tu, felice.
    Leggo il salmo 50. "Nel tuo affetto cancella il mio peccato". Ecco come cancella le mie resistenze. Un suo sguardo e' cosi' intenso che spiega la forza del suo affetto ben piu' dei nostri peccati, del nostro resistergli.
    Ti hanno fatto di tutto per farti perdere la pazienza durante il calvario, durante la flagellazione.
    Tu hai passato una vita a prepararti. Da Dio hai provato più di tutti, sapevo di doverti preparare piu' di tutti.
    E tu sei rimasto concentrato, pensando a cosa, come, perchè avresti fatto e perchè hai fatto.
    Sei davanti a me. I tuoi piedi inchiodati.
    Che vergogna desiderare di toccarti i piedi e dirti con un gesto: so che e' per me, per questo voglio stare con te.
    Che vergogna. Ti resisto.
    Arriva un papà con figlia. Senza esitare loro vengono da te e ti accarezzano il piede.
    Io mi sento pieno di te. Mi hai voluto dire che non c'e' proprio nulla da vergognarsi, che bisogna fare le cose.
    Mi fai sentire che sei in me. Che senti quello che penso. Che agisci per farmi sentire che ci sei, vicino, innamorato di me.
    Sento che ti sto parlando. Comunichiamo direttamente. Con il ritmo di un cuore che batte forte.
    Mi alzo, ti prendo i piedi e ti guardo negli occhi. Vedo solo il tuo amore. Preghiera di corpi che si incontrano, si salutano, si parlano, si confidano.
    Mi alzo e vado dietro una colonna, con gli occhi molto, molto umidi di gioia.
    E vedo che si alzano tutti per fare la stessa cosa. Prima nessuno.
    Capisco che devo fare quello che mi toccherà fare, senza capire perchè, altri semplicemente ripeteranno quello che farò.
    Esco dalla Chiesa. Cerco l'anziano. Non c'e' piu'.
    Mi viene in mente quante volte ho letto che nella vita ci capiterà di incontrare un angelo senza saperlo.
    Io ho sentito in quel povero una nobiltà incredibile. Se fosse un angelo, non sarebbe nulla di strano.
    Sabato della settimana santa 2019
    v.s.
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    Percorso visuale di preghiera

    Grafico
    Grafico
    Il pregare e' un percorso di dialogo alla scoperta di un mondo infinito, Dio, che ci vuole essere vicino.

    Questo e' un personale racconto di come quel dialogo nasce e cresce.

    Testuale
    Testuale
    Il pregare e' un percorso di dialogo alla scoperta di un mondo infinito, Dio, che ci vuole essere vicino.

    Questo e' un personale racconto di come quel dialogo nasce e cresce.

    Amore di dio

    • Sentire che manca qualcosa
      • Parlare con quel qualcosa di sconosciuto, diverso da tutto

      • Sentire che é qualcuno vicino e che ci possiamo fidare di quel calore che spiega e illumina proprio i nostri dubbi

      • Sentire che vorrebbe aiutarci ma aspetta qualcosa da noi

    • Frequentarlo con regolarita' anche poco ma spesso, dentro la vita quotidiana
      • Sentire il bisogno di dargli sempre piu spazio

      • Condividerlo con gli altri che si incuriosiscono ma diffidano delle intuizioni interiori

      • Essere di esempio vivendo le prove con la fiducia che non ci fara' annegare come Pietro sul lago

      • Rifiutare il suo silenzio sicuri che in quei momenti é ancora più vicino e solo noi non lo sentiamo, ma c'è.

    • Cominciare a chiarirsi i veri problemi e parlare con Lui delle soluzioni
      • Riconoscere gli errori di fiducia perche' diamo piu' importanza a cose che non meritano tutta quella importanza o perche non gli lasciamo spazio per sentirgli dire cosa avrebbe voluto da noi

      • Capire che ci ama nonostante tutti i nostri dubbi che tradiscono la fiducia che lui ha in noi

      • Parlargli dei nostri dubbi come ad un amante che abbiamo fatto soffrire, per lasciarci spiegare che le nostre paure sono false.

      • Parlare con lui come ad un consigliere sempre presente

    • Scoprire che lui é eterno, ma anche noi, e che Lui si preoccupa quotidianamente del nostro futuro.
      • Vivere i sacramenti e pregare con Maria e con gli angeli custodi per i preti e tutti coloro che abbìamo incontrato o incontriamo nella vita quotidiana

    • Tornare dall'inizio


    Preghiere in Latino

    Pater Noster
    Pater Noster
    Pater Noster qui es in cælis:
    sanctificétur nomen tuum;
    advéniat regnum tuum;
    fiat volúntas tua,
    sicut in cælo, et in terra.
    Panem nostrum cotidianum
    da nobis hódie;
    et dimítte nobis débita nostra,
    sicut et nos dimíttimus
    debitóribus nostris;
    et ne nos indúcas in tentatiónem;
    sed líbera nos a malo.
    Amen.
    Salve Regina
    Salve Regina
    Salve, Regina, Mater misericordiae,
    vita, dulcedo, et spes nostra, salve.
    Ad te clamamus, exsules filii Evae,
    ad te suspiramus, gementes et flentes
    in hac lacrimarum valle.
    Eia ergo, advocata nostra, illos tuos
    misericordes oculos ad nos converte.
    Et Jesum, benedictum fructum ventris tui,
    nobis, post hoc exilium, ostende.
    O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.
    Tantum ergo
    Tantum ergo
    Tantum ergo sacramentum veneremur cernui
    et antiquum documentum novo cedat ritui.
    Praestet fides supplementum sensuum defectui.
    Genitori genitoque laus et jubilatio
    salus, honor, virtus quoque sit et benedictio.
    Procedenti ab utroque / compar sit laudatio.
    Amen.
    Regina Coeli
    Regina Coeli
    Regina caeli, laetare, alleluia:
    Quia quem meruisti portare. alleluia,
    Resurrexit, sicut dixit, alleluia,
    Ora pro nobis Deum, alleluia.

    V. Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.
    R. Quia surrexit Dominus vere, alleluia.
    Ave Maria
    Ave Maria
    Ave, Maria, grátia plena,
    Dóminus tecum.
    Benedícta tu in muliéribus,
    et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
    Sancta María, Mater Dei,
    ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ.
    La preghiera – ha affermato il Pontefice pochi giorni fa, l’11 settembre 2018, in un’omelia a Santa Marta, citando il primo capitolo del Libro di Giobbe – è l’arma contro il grande accusatore che “gira per il mondo cercando come accusare”. Solo la preghiera lo può sconfiggere. I mistici russi e i grandi santi di tutte le tradizioni consigliavano, nei momenti di turbolenza spirituale, di proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio pronunciando l’invocazione “Sub tuum praesídium”. L’invocazione “Sub tuum praesídium” recita così: “Sub tuum praesídium confúgimus, sancta Dei Génetrix; nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus, sed a perículis cunctis líbera nos semper, Virgo gloriósa et benedícta”. [Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta.]
    A difesa del Mondo, contro il male
    Con questa richiesta di intercessione, il Santo Padre chiede ai fedeli di tutto il mondo di pregare perché la santa Madre di Dio ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore, e renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato, e impegnata a combattere senza nessuna esitazione affinché il male non prevalga.
    Il Santo Padre ha chiesto anche che la recita del Santo Rosario durante il mese di ottobre si concluda con la preghiera scritta da Leone XIII:
    “Sancte Míchael Archángele, defénde nos in próelio;
    contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium.
    Imperet illi Deus, súpplices deprecámur,
    tuque, Prínceps milítiae caeléstis,
    Sátanam aliósque spíritus malígnos,
    qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo,
    divína virtúte, in inférnum detrúde. Amen”.
    San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia,
    contro le malvagità e le insidie del diavolo, sii nostro aiuto.
    Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi !
    E Tu, Principe della milizia celeste con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.

    Cosi' Leone XIII ricordato nel 1994 da Papa Giovanni Paolo II:
    "ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo stremo.
    Allora apparve S. Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso.
    Poi ho visto S. Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo


    Durante la pandemia

    Comunione Spirituale
    Comunione Spirituale
    Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.
    Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell' anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
    Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separare da te.
    (Breve pausa)
    Eterno Padre, io ti offro; Sangue Preziosissimo Gesù Cristo in sconto dei miei peccati, in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa!
    Atto di dolore
    Atto di dolore
    Mio Dio,
    mi pento
    e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
    perché peccando ho meritato i tuoi castighi
    e molto più perché ho offeso te,
    infinitamente buono
    e degno di essere amato sopra ogni cosa.
    Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più
    e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
    Signore,
    misericordia,
    perdonami.
    Atto di dolore breve
    Atto di dolore breve
    O Gesù d'amore acceso
    non ti avessi mai offeso
    o mio caro e buon Gesù
    con la tua santa grazia
    non ti voglio offender più
    perché Ti amo sopra ogni cosa.
    Il video Sagrato della Basilica di San PietroVenerdì, 27 marzo 2020 [Multimedia]
    27 marzo 2020 meditazione


     

    MEDITAZIONE DEL SANTO PADRE

     

    «Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

    È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

    Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

    La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.

    Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

    «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

    «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

    «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

    Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

    Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

    «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

    27 marzo 2020 adorazione
    27 marzo 2020 adorazione

    Esposizione, adorazione e benedizione eucaristica Video qui

    Esposizione Santissimo Sacramento.
    Adorazione Santissimo Sacramento (canto “Adoro Te devote”).
    Supplica litanica
    TI ADORIAMO, O SIGNORE.
    Vero Dio e vero uomo, realmente presente in questo Santo Sacramento

    Ti adoriamo, Signore
    Nostro Salvatore, Dio-con-noi, fedele e ricco di misericordia

    Ti adoriamo, Signore
    Re e Signore del creato e della storia

    Ti adoriamo, Signore
    Vincitore del peccato e della morte

    Ti adoriamo, Signore
    Amico dell’uomo, risorto e vivo alla destra del Padre

    Ti adoriamo, Signore

    CREDIAMO IN TE, O SIGNORE.
    Figlio unigenito del Padre, disceso dal Cielo per la nostra salvezza

    Crediamo in te, o Signore
    Medico celeste, che ti chini sulla nostra miseria

    Crediamo in te, o Signore
    Agnello immolato, che ti offri per riscattarci dal male

    Crediamo in te, o Signore
    Buon Pastore, che doni la vita per il gregge che ami

    Crediamo in te, o Signore
    Pane vivo e farmaco di immortalità, che ci doni la Vita eterna

    Crediamo in te, o Signore

    LIBERACI, O SIGNORE.
    Dal potere di Satana e dalle seduzioni del mondo

    Liberaci, o Signore
    Dall’orgoglio e dalla presunzione di poter fare a meno di te

    Liberaci, o Signore
    Dagli inganni della paura e dell’angoscia

    Liberaci, o Signore
    Dall’incredulità e dalla disperazione

    Liberaci, o Signore
    Dalla durezza di cuore e dall’incapacità di amare

    Liberaci, o Signore

    SALVACI, O SIGNORE
    Da tutti i mali che affliggono l’umanità

    Salvaci, o Signore
    Dalla fame, dalla carestia e dall’egoismo

    Salvaci, o Signore
    Dalle malattie, dalle epidemie e dalla paura del fratello

    Salvaci, o Signore
    Dalla follia devastatrice, dagli interessi spietati e dalla violenza

    Salvaci, o Signore
    Dagli inganni, dalla cattiva informazione e dalla manipolazione delle coscienze

    Salvaci, o Signore

    CONSOLACI, O SIGNORE.
    Guarda la tua Chiesa, che attraversa il deserto

    Consolaci, o Signore
    Guarda l’umanità, atterrita dalla paura e dall’angoscia

    Consolaci, o Signore
    Guarda gli ammalati e i moribondi, oppressi dalla solitudine

    Consolaci, o Signore
    Guarda i medici e gli operatori sanitari, stremati dalla fatica

    Consolaci, o Signore
    Guarda i politici e gli amministratori, che portano il peso delle scelte

    Consolaci, o Signore

    DONACI IL TUO SPIRITO, O SIGNORE.
    Nell’ora della prova e dello smarrimento

    Donaci il tuo Spirito, Signore
    Nella tentazione e nella fragilità

    Donaci il tuo Spirito, Signore
    Nel combattimento contro il male e il peccato

    Donaci il tuo Spirito, Signore
    Nella ricerca del vero bene e dalla vera gioia

    Donaci il tuo Spirito, Signore
    Nella decisione di rimanere in Te e nella tua amicizia

    Donaci il tuo Spirito, Signore

    APRICI ALLA SPERANZA, O SIGNORE.
    Se il peccato ci opprime

    Aprici alla speranza, Signore
    Se l’odio ci chiude il cuore

    Aprici alla speranza, Signore
    Se il dolore ci visita

    Aprici alla speranza, Signore
    Se l’indifferenza ci angoscia

    Aprici alla speranza, Signore
    Se la morte ci annienta

    Aprici alla speranza, Signore



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    🆕 I 7 doni dello Spirito Santo

    I doni dello Spirito Santo con spiegazione.

    I doni dello Spirito Santo in video (2014)
    I doni dello Spirito Santo in video (2014)
    Sono 7 incontri di Papa Francesco con testi e video a corredo. Clicca sul dono e si aprira'. Clicca sul testo e si chiudera'.

    1. La Sapienza
    1. La Sapienza

    I doni dello Spirito Santo: 1. La Sapienza

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

    Iniziamo oggi un ciclo di catechesi sui doni dello Spirito Santo. Voi sapete che lo Spirito Santo costituisce l’anima, la linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano: è l’Amore di Dio che fa del nostro cuore la sua dimora ed entra in comunione con noi. Lo Spirito Santo sta sempre con noi, sempre è in noi, nel nostro cuore.

    Lo Spirito stesso è “il dono di Dio” per eccellenza (cfr Gv 4,10), è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali. La Chiesa ne individua sette, numero che simbolicamente dice pienezza, completezza; sono quelli che si apprendono quando ci si prepara al sacramento della Confermazione e che invochiamo nell’antica preghiera detta “Sequenza allo Spirito Santo”. I doni dello Spirito Santo sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.

    1. Il primo dono dello Spirito Santo, secondo questo elenco, è dunque la sapienza. Ma non si tratta semplicemente della saggezza umana, che è frutto della conoscenza e dell’esperienza. Nella Bibbia si racconta che a Salomone, nel momento della sua incoronazione a re d’Israele, aveva chiesto il dono della sapienza (cfr 1 Re 3,9). E la sapienza è proprio questo: è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. E’ semplicemente questo: è vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, tutto, con gli occhi di Dio. Questa è la sapienza. Alcune volte noi vediamo le cose secondo il nostro piacere o secondo la situazione del nostro cuore, con amore o con odio, con invidia… No, questo non è l’occhio di Dio. La sapienza è quello che fa lo Spirito Santo in noi affinché noi vediamo tutte le cose con gli occhi di Dio. E’ questo il dono della sapienza.

    2. E ovviamente questo deriva dalla intimità con Dio, dal rapporto intimo che noi abbiamo con Dio, dal rapporto di figli con il Padre. E lo Spirito Santo, quando abbiamo questo rapporto, ci dà il dono della sapienza. Quando siamo in comunione con il Signore, lo Spirito Santo è come se trasfigurasse il nostro cuore e gli facesse percepire tutto il suo calore e la sua predilezione.

    3. Lo Spirito Santo rende allora il cristiano «sapiente». Questo, però, non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto, ma nel senso che «sa» di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio; ha questa saggezza che Dio dà ai nostri cuori. Il cuore dell’uomo saggio in questo senso ha il gusto e il sapore di Dio. E quanto è importante che nelle nostre comunità ci siano cristiani così! Tutto in loro parla di Dio e diventa un segno bello e vivo della sua presenza e del suo amore. E questa è una cosa che non possiamo improvvisare, che non possiamo procurarci da noi stessi: è un dono che Dio fa a coloro che si rendono docili allo Spirito Santo. Noi abbiamo dentro di noi, nel nostro cuore, lo Spirito Santo; possiamo ascoltarlo, possiamo non ascoltarlo. Se noi ascoltiamo lo Spirito Santo, Lui ci insegna questa via della saggezza, ci regala la saggezza che è vedere con gli occhi di Dio, sentire con le orecchie di Dio, amare con il cuore di Dio, giudicare le cose con il giudizio di Dio. Questa è la sapienza che ci regala lo Spirito Santo, e tutti noi possiamo averla. Soltanto, dobbiamo chiederla allo Spirito Santo.

    Pensate a una mamma, a casa sua, con i bambini, che quando uno fa una cosa l’altro ne pensa un’altra, e la povera mamma va da una parte all’altra, con i problemi dei bambini. E quando le mamme si stancano e sgridano i bambini, quella è sapienza? Sgridare i bambini – vi domando – è sapienza? Cosa dite voi: è sapienza o no? No! Invece, quando la mamma prende il bambino e lo rimprovera dolcemente e gli dice: “Questo non si fa, per questo…”, e gli spiega con tanta pazienza, questo è sapienza di Dio? Sì! E’ quello che ci dà lo Spirito Santo nella vita! Poi, nel matrimonio, per esempio, i due sposi – lo sposo e la sposa – litigano, e poi non si guardano o, se si guardano, si guardano con la faccia storta: questo è sapienza di Dio? No! Invece, se dice: “Beh, è passata la tormenta, facciamo la pace”, e ricominciano ad andare avanti in pace: questo è sapienza? [la gente: Sì!] Ecco, questo è il dono della sapienza. Che venga a casa, che venga con i bambini, che venga con tutti noi!

    E questo non si impara: questo è un regalo dello Spirito Santo. Per questo, dobbiamo chiedere al Signore che ci dia lo Spirito Santo e ci dia il dono della saggezza, di quella saggezza di Dio che ci insegna a guardare con gli occhi di Dio, a sentire con il cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio. E così, con questa saggezza, andiamo avanti, costruiamo la famiglia, costruiamo la Chiesa, e tutti ci santifichiamo. Chiediamo oggi la grazia della sapienza. E chiediamola alla Madonna, che è la Sede della sapienza, di questo dono: che Lei ci dia questa grazia. Grazie!

    2. Intelletto
    2. Intelletto

    I doni dello Spirito Santo: 2. L'Intelletto

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

    Dopo aver preso in esame la sapienza, come primo dei sette doni dello Spirito Santo, oggi vorrei puntare l’attenzione sul secondo dono, cioè l’intelletto. Non si tratta qui dell’intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza.

    L’apostolo Paolo, rivolgendosi alla comunità di Corinto, descrive bene gli effetti di questo dono - cioè che cosa fa il dono dell’intelletto in noi -, e Paolo dice questo: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito» (1 Cor 2,9-10). Questo ovviamente non significa che un cristiano possa comprendere ogni cosa e avere una conoscenza piena dei disegni di Dio: tutto ciò rimane in attesa di manifestarsi in tutta la sua limpidezza quando ci troveremo al cospetto di Dio e saremo davvero una cosa sola con Lui. Però, come suggerisce la parola stessa, l’intelletto permette di “intus legere”, cioè di “leggere dentro”: questo dono ci fa capire le cose come le capisce Dio, con l’intelligenza di Dio. Perché uno può capire una situazione con l’intelligenza umana, con prudenza, e va bene. Ma capire una situazione in profondità, come la capisce Dio, è l’effetto di questo dono. E Gesù ha voluto inviarci lo Spirito Santo perché noi abbiamo questo dono, perché tutti noi possiamo capire le cose come Dio le capisce, con l’intelligenza di Dio. E’ un bel regalo che il Signore ha fatto a tutti noi. E’ il dono con cui lo Spirito Santo ci introduce nell’intimità con Dio e ci rende partecipi del disegno d’amore che Lui ha con noi.

    E’ chiaro allora che il dono dell’intelletto è strettamente connesso alla fede. Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto. Lo stesso Gesù ha detto ai suoi discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi farà capire tutto quello che io vi ho insegnato. Capire gli insegnamenti di Gesù, capire la sua Parola, capire il Vangelo, capire la Parola di Dio. Uno può leggere il Vangelo e capire qualcosa, ma se noi leggiamo il Vangelo con questo dono dello Spirito Santo possiamo capire la profondità delle parole di Dio. E questo è un gran dono, un gran dono che tutti noi dobbiamo chiedere e chiedere insieme: Dacci, Signore, il dono dell’intelletto.

    C’è un episodio del Vangelo di Luca che esprime molto bene la profondità e la forza di questo dono. Dopo aver assistito alla morte in croce e alla sepoltura di Gesù, due suoi discepoli, delusi e affranti, se ne vanno da Gerusalemme e ritornano al loro villaggio di nome Emmaus. Mentre sono in cammino, Gesù risorto si affianca e comincia a parlare con loro, ma i loro occhi, velati dalla tristezza e dalla disperazione, non sono in grado di riconoscerlo. Gesù cammina con loro, ma loro sono tanto tristi, tanto disperati, che non lo riconoscono. Quando però il Signore spiega loro le Scritture, perché comprendano che Lui doveva soffrire e morire per poi risorgere, le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza (cfr Lc 24,13-27). E questo è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose. E’ importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana. Chiediamolo al Signore, che ci dia, che dia a tutti noi questo dono per capire, come capisce Lui, le cose che accadono e per capire, soprattutto, la Parola di Dio nel Vangelo. Grazie.

    3. Consiglio
    3. Consiglio

    I doni dello Spirito Santo: 3. Il Consiglio

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

    Abbiamo sentito nella lettura di quel brano del libro dei Salmi che dice: «Il Signore mi ha dato consiglio, anche di notte il mio cuore mi istruisce» (Sal 16, 7). E questo è un altro dono dello Spirito Santo: il dono del consiglio. Sappiamo quanto è importante, nei momenti più delicati, poter contare sui suggerimenti di persone sagge e che ci vogliono bene. Ora, attraverso il dono del consiglio, è Dio stesso, con il suo Spirito, a illuminare il nostro cuore, così da farci comprendere il modo giusto di parlare e di comportarsi e la via da seguire. Ma come agisce questo dono in noi?

    1. Nel momento in cui lo accogliamo e lo ospitiamo nel nostro cuore, lo Spirito Santo comincia subito a renderci sensibili alla sua voce e a orientare i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre intenzioni secondo il cuore di Dio. Nello stesso tempo, ci porta sempre più a rivolgere lo sguardo interiore su Gesù, come modello del nostro modo di agire e di relazionarci con Dio Padre e con i fratelli. Il consiglio, allora, è il dono con cui lo Spirito Santo rende capace la nostra coscienza di fare una scelta concreta in comunione con Dio, secondo la logica di Gesù e del suo Vangelo. In questo modo, lo Spirito ci fa crescere interiormente, ci fa crescere positivamente, ci fa crescere nella comunità e ci aiuta a non cadere in balia dell’egoismo e del proprio modo di vedere le cose. Così lo Spirito ci aiuta a crescere e anche a vivere in comunità. La condizione essenziale per conservare questo dono è la preghiera. Sempre torniamo sullo stesso tema: la preghiera! Ma è tanto importante la preghiera. Pregare con le preghiere che tutti noi sappiamo da bambini, ma anche pregare con le nostre parole. Pregare il Signore: “Signore, aiutami, consigliami, cosa devo fare adesso?”. E con la preghiera facciamo spazio, affinché lo Spirito venga e ci aiuti in quel momento, ci consigli su quello che tutti noi dobbiamo fare. La preghiera! Mai dimenticare la preghiera. Mai! Nessuno, nessuno, se ne accorge quando noi preghiamo nel bus, nella strada: preghiamo in silenzio col cuore. Approfittiamo di questi momenti per pregare, pregare perché lo Spirito ci dia il dono del consiglio.

    2. Nell’intimità con Dio e nell’ascolto della sua Parola, pian piano mettiamo da parte la nostra logica personale, dettata il più delle volte dalle nostre chiusure, dai nostri pregiudizi e dalle nostre ambizioni, e impariamo invece a chiedere al Signore: qual è il tuo desiderio?, qual è la tua volontà?, che cosa piace a te? In questo modo matura in noi una sintonia profonda, quasi connaturale nello Spirito e si sperimenta quanto siano vere le parole di Gesù riportate nel Vangelo di Matteo: «Non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Mt 10,19-20).

    È lo Spirito che ci consiglia, ma noi dobbiamo dare spazio allo Spirito, perché ci possa consigliare. E dare spazio è pregare, pregare perché Lui venga e ci aiuti sempre.

    3. Come tutti gli altri doni dello Spirito, poi, anche il consiglio costituisce un tesoro per tutta la comunità cristiana. Il Signore non ci parla soltanto nell’intimità del cuore, ci parla sì, ma non soltanto lì, ma ci parla anche attraverso la voce e la testimonianza dei fratelli. È davvero un dono grande poter incontrare degli uomini e delle donne di fede che, soprattutto nei passaggi più complicati e importanti della nostra vita, ci aiutano a fare luce nel nostro cuore a riconoscere la volontà del Signore!

    Io ricordo una volta nel santuario di Luján ero nel confessionale, davanti al quale c’era una coda lunga. C’era anche un ragazzotto tutto moderno, con gli orecchini, i tatuaggi, tutte queste cose… Ed è venuto per dirmi cosa gli succedeva. Era un problema grosso, difficile. E mi ha detto: io ho raccontato tutto questo alla mia mamma e mia mamma mi ha detto: vai dalla Madonna e lei ti dirà cosa devi fare. Ecco una donna che aveva il dono del consiglio. Non sapeva come uscire dal problema del figlio, ma ha indicato la strada giusta: vai dalla Madonna e lei ti dirà. Questo è il dono del consiglio. Quella donna umile, semplice, ha dato al figlio il consiglio più vero. Infatti questo ragazzo mi ha detto: ho guardato la Madonna e ho sentito che devo fare questo, questo e questo... Io non ho dovuto parlare, avevano già detto tutto la sua mamma e il ragazzo stesso. Questo è il dono del consiglio. Voi mamme che avete questo dono, chiedetelo per i vostri figli, Il dono di consigliare i figli è un dono di Dio.

    Cari amici, il Salmo 16, che abbiamo sentito, ci invita a pregare con queste parole: «Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare» (vv. 7-8). Che lo Spirito possa sempre infondere nel nostro cuore questa certezza e ricolmarci così della sua consolazione e della sua pace! Chiedete sempre il dono del consiglio.

    4. Fortezza
    4. Fortezza

    I doni dello Spirito Santo: 4. La Fortezza

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno !

    Abbiamo riflettuto nelle scorse catechesi sui primi tre doni dello Spirito Santo: la sapienza, l’intelletto e il consiglio. Oggi pensiamo a quello che fa il Signore: Lui viene sempre a sostenerci nella nostra debolezza e questo lo fa con un dono speciale: il dono della fortezza.

    1. C’è una parabola, raccontata da Gesù, che ci aiuta a cogliere l’importanza di questo dono. Un seminatore esce a seminare; non tutto il seme che sparge, però, porta frutto. Quello che finisce sulla strada viene mangiato dagli uccelli; quello che cade sul terreno sassoso o in mezzo ai rovi germoglia, ma viene presto seccato dal sole o soffocato dalle spine. Solo quello che finisce sul terreno buono può crescere e dare frutto (cfr Mc 4,3-9 // Mt 13,3-9 // Lc 8,4-8). Come Gesù stesso spiega ai suoi discepoli, questo seminatore rappresenta il Padre, che sparge abbondantemente il seme della sua Parola. Il seme, però, si scontra spesso con l’aridità del nostro cuore e, anche quando viene accolto, rischia di rimanere sterile. Con il dono della fortezza, invece, lo Spirito Santo libera il terreno del nostro cuore, lo libera dal torpore, dalle incertezze e da tutti i timori che possono frenarlo, in modo che la Parola del Signore venga messa in pratica, in modo autentico e gioioso. E’ un vero aiuto questo dono della fortezza, ci dà forza, ci libera anche da tanti impedimenti.

    2. Ci sono anche dei momenti difficili e delle situazioni estreme in cui il dono della fortezza si manifesta in modo straordinario, esemplare. È il caso di coloro che si trovano ad affrontare esperienze particolarmente dure e dolorose, che sconvolgono la loro vita e quella dei loro cari. La Chiesa risplende della testimonianza di tanti fratelli e sorelle che non hanno esitato a dare la propria vita, pur di rimanere fedeli al Signore e al suo Vangelo. Anche oggi non mancano cristiani che in tante parti del mondo continuano a celebrare e a testimoniare la loro fede, con profonda convinzione e serenità, e resistono anche quando sanno che ciò può comportare un prezzo più alto. Anche noi, tutti noi, conosciamo gente che ha vissuto situazioni difficili, tanti dolori. Ma, pensiamo a quegli uomini, a quelle donne, che conducono una vita difficile, lottano per portare avanti la famiglia, educare i figli: fanno tutto questo perché c’è lo spirito di fortezza che li aiuta. Quanti uomini e donne - noi non sappiamo i loro nomi - che onorano il nostro popolo, onorano la nostra Chiesa, perché sono forti: forti nel portare avanti la loro vita, la loro famiglia, il loro lavoro, la loro fede. Questi nostri fratelli e sorelle sono santi, santi nel quotidiano, santi nascosti in mezzo a noi: hanno proprio il dono della fortezza per portare avanti il loro dovere di persone, di padri, di madri, di fratelli, di sorelle, di cittadini. Ne abbiamo tanti! Ringraziamo il Signore per questi cristiani che sono di una santità nascosta: è lo Spirito Santo che hanno dentro che li porta avanti! E ci farà bene pensare a questa gente: se loro fanno tutto questo, se loro possono farlo, perché non io? E ci farà bene anche chiedere al Signore che ci dia il dono della fortezza.

    Non bisogna pensare che il dono della fortezza sia necessario soltanto in alcune occasioni o situazioni particolari. Questo dono deve costituire la nota di fondo del nostro essere cristiani, nell’ordinarietà della nostra vita quotidiana. Come ho detto, in tutti i giorni della vita quotidiana dobbiamo essere forti, abbiamo bisogno di questa fortezza, per portare avanti la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra fede. L’apostolo Paolo ha detto una frase che ci farà bene sentire: «Tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4,13). Quando affrontiamo la vita ordinaria, quando vengono le difficoltà, ricordiamo questo: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». Il Signore dà la forza, sempre, non ce la fa mancare. Il Signore non ci prova più di quello che noi possiamo tollerare. Lui è sempre con noi. «Tutto posso in colui che mi dà la forza».

    Cari amici, a volte possiamo essere tentati di lasciarci prendere dalla pigrizia o peggio dallo sconforto, soprattutto di fronte alle fatiche e alle prove della vita. In questi casi, non perdiamoci d’animo, invochiamo lo Spirito Santo, perché con il dono della fortezza possa sollevare il nostro cuore e comunicare nuova forza ed entusiasmo alla nostra vita e alla nostra sequela di Gesù.

    5. Scienza
    5. Scienza

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

    Oggi vorrei mettere in luce un altro dono dello Spirito Santo, il dono della scienza. Quando si parla di scienza, il pensiero va immediatamente alla capacità dell’uomo di conoscere sempre meglio la realtà che lo circonda e di scoprire le leggi che regolano la natura e l’universo. La scienza che viene dallo Spirito Santo, però, non si limita alla conoscenza umana: è un dono speciale, che ci porta a cogliere, attraverso il creato, la grandezza e l’amore di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura. 1. Quando i nostri occhi sono illuminati dallo Spirito, si aprono alla contemplazione di Dio, nella bellezza della natura e nella grandiosità del cosmo, e ci portano a scoprire come ogni cosa ci parla di Lui e del suo amore. Tutto questo suscita in noi grande stupore e un profondo senso di gratitudine! È la sensazione che proviamo anche quando ammiriamo un’opera d’arte o qualsiasi meraviglia che sia frutto dell’ingegno e della creatività dell’uomo: di fronte a tutto questo, lo Spirito ci porta a lodare il Signore dal profondo del nostro cuore e a riconoscere, in tutto ciò che abbiamo e siamo, un dono inestimabile di Dio e un segno del suo infinito amore per noi.

    2. Nel primo capitolo della Genesi, proprio all’inizio di tutta la Bibbia, si mette in evidenza che Dio si compiace della sua creazione, sottolineando ripetutamente la bellezza e la bontà di ogni cosa. Al termine di ogni giornata, è scritto: «Dio vide che era cosa buona» (1,12.18.21.25): se Dio vede che il creato è una cosa buona, è una cosa bella, anche noi dobbiamo assumere questo atteggiamento e vedere che il creato è cosa buona e bella. Ecco il dono della scienza che ci fa vedere questa bellezza, pertanto lodiamo Dio, ringraziamolo per averci dato tanta bellezza. E quando Dio finì di creare l’uomo non disse «vide che era cosa buona», ma disse che era «molto buona» (v. 31). Agli occhi di Dio noi siamo la cosa più bella, più grande, più buona della creazione: anche gli angeli sono sotto di noi, noi siamo più degli angeli, come abbiamo sentito nel libro dei Salmi. Il Signore ci vuole bene! Dobbiamo ringraziarlo per questo. Il dono della scienza ci pone in profonda sintonia con il Creatore e ci fa partecipare alla limpidezza del suo sguardo e del suo giudizio. Ed è in questa prospettiva che riusciamo a cogliere nell’uomo e nella donna il vertice della creazione, come compimento di un disegno d’amore che è impresso in ognuno di noi e che ci fa riconoscere come fratelli e sorelle.

    3. Tutto questo è motivo di serenità e di pace e fa del cristiano un testimone gioioso di Dio, sulla scia di san Francesco d’Assisi e di tanti santi che hanno saputo lodare e cantare il suo amore attraverso la contemplazione del creato. Allo stesso tempo, però, il dono della scienza ci aiuta a non cadere in alcuni atteggiamenti eccessivi o sbagliati. Il primo è costituito dal rischio di considerarci padroni del creato. Il creato non è una proprietà, di cui possiamo spadroneggiare a nostro piacimento; né, tanto meno, è una proprietà solo di alcuni, di pochi: il creato è un dono, è un dono meraviglioso che Dio ci ha dato, perché ne abbiamo cura e lo utilizziamo a beneficio di tutti, sempre con grande rispetto e gratitudine. Il secondo atteggiamento sbagliato è rappresentato dalla tentazione di fermarci alle creature, come se queste possano offrire la risposta a tutte le nostre attese. Con il dono della scienza, lo Spirito ci aiuta a non cadere in questo sbaglio.

    Ma vorrei ritornare sulla prima via sbagliata: spadroneggiare sul creato invece di custodirlo. Dobbiamo custodire il creato poiché è un dono che il Signore ci ha dato, è il regalo di Dio a noi; noi siamo custodi del creato. Quando noi sfruttiamo il creato, distruggiamo il segno dell’amore di Dio. Distruggere il creato è dire a Dio: “non mi piace”. E questo non è buono: ecco il peccato.

    La custodia del creato è proprio la custodia del dono di Dio ed è dire a Dio: “grazie, io sono il custode del creato ma per farlo progredire, mai per distruggere il tuo dono”. Questo deve essere il nostro atteggiamento nei confronti del creato: custodirlo perché se noi distruggiamo il creato, il creato ci distruggerà! Non dimenticate questo. Una volta ero in campagna e ho sentito un detto da una persona semplice, alla quale piacevano tanto i fiori e li custodiva. Mi ha detto: “Dobbiamo custodire queste cose belle che Dio ci ha dato; il creato è per noi affinché ne profittiamo bene; non sfruttarlo, ma custodirlo, perché Dio perdona sempre, noi uomini perdoniamo alcune volte, ma il creato non perdona mai e se tu non lo custodisci lui ti distruggerà”.

    Questo deve farci pensare e deve farci chiedere allo Spirito Santo il dono della scienza per capire bene che il creato è il più bel regalo di Dio. Egli ha fatto tante cose buone per la cosa più buona che è la persona umana.

    6. Pietà
    6. Pietà

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Oggi vogliamo soffermarci su un dono dello Spirito Santo che tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale, e invece tocca nel cuore la nostra identità e la nostra vita cristiana: si tratta del dono della pietà. Bisogna chiarire subito che questo dono non si identifica con l’avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati. 1. Questo legame col Signore non va inteso come un dovere o un’imposizione. È un legame che viene da dentro. Si tratta di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione. Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore. 2. Se il dono della pietà ci fa crescere nella relazione e nella comunione con Dio e ci porta a vivere come suoi figli, nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. E allora sì che saremo mossi da sentimenti di pietà – non di pietismo! – nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno. Perché dico non di pietismo? Perché alcuni pensano che avere pietà è chiudere gli occhi, fare una faccia da immaginetta, far finta di essere come un santo. In piemontese noi diciamo: fare la “mugna quacia”. Questo non è il dono della pietà. Il dono della pietà significa essere davvero capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno. C'è un rapporto molto stretto fra il dono della pietà e la mitezza. Il dono della pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio, al servizio degli altri con mitezza. Cari amici, nella Lettera ai Romani l’apostolo Paolo afferma: «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: “Abbà! Padre!”» (Rm 8,14-15). Chiediamo al Signore che il dono del suo Spirito possa vincere il nostro timore, le nostre incertezze, anche il nostro spirito inquieto, impaziente, e possa renderci testimoni gioiosi di Dio e del suo amore, adorando il Signore in verità e anche nel servizio del prossimo con mitezza e col sorriso che sempre lo Spirito Santo ci dà nella gioia. Che lo Spirito Santo dia a tutti noi questo dono di pietà.

    7. Timor di Dio
    7. Timor di Dio

    I doni dello Spirito Santo: 7. Il Timore di Dio

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

    Il dono del timore di Dio, di cui parliamo oggi, conclude la serie dei sette doni dello Spirito Santo. Non significa avere paura di Dio: sappiamo bene che Dio è Padre, e che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona, sempre; per cui non c’è motivo di avere paura di Lui! Il timore di Dio, invece, è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, con rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio: l’abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene.

    1. Quando lo Spirito Santo prende dimora nel nostro cuore, ci infonde consolazione e pace, e ci porta a sentirci così come siamo, cioè piccoli, con quell’atteggiamento - tanto raccomandato da Gesù nel Vangelo - di chi ripone tutte le sue preoccupazioni e le sue attese in Dio e si sente avvolto e sostenuto dal suo calore e dalla sua protezione, proprio come un bambino con il suo papà! Questo fa lo Spirito Santo nei nostri cuori: ci fa sentire come bambini nelle braccia del nostro papà. In questo senso, allora, comprendiamo bene come il timore di Dio venga ad assumere in noi la forma della docilità, della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza. Tante volte, infatti, non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È proprio nell’esperienza dei nostri limiti e della nostra povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l’unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le braccia di suo Padre.

    2. Ecco perché abbiamo tanto bisogno di questo dono dello Spirito Santo. Il timore di Dio ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua misericordia. Aprire il cuore, perché la bontà e la misericordia di Dio vengano a noi. Questo fa lo Spirito Santo con il dono del timore di Dio: apre i cuori. Cuore aperto affinché il perdono, la misericordia, la bontà, le carezza del Padre vengano a noi, perché noi siamo figli infinitamente amati.

    3. Quando siamo pervasi dal timore di Dio, allora siamo portati a seguire il Signore con umiltà, docilità e obbedienza. Questo, però, non con atteggiamento rassegnato, passivo, anche lamentoso, ma con lo stupore e la gioia di un figlio che si riconosce servito e amato dal Padre. Il timore di Dio, quindi, non fa di noi dei cristiani timidi, remissivi, ma genera in noi coraggio e forza! È un dono che fa di noi cristiani convinti, entusiasti, che non restano sottomessi al Signore per paura, ma perché sono commossi e conquistati dal suo amore! Essere conquistati dall’amore di Dio! E questo è una cosa bella. Lasciarci conquistare da questo amore di papà, che ci ama tanto, ci ama con tutto il suo cuore.

    Ma, stiamo attenti, perché il dono di Dio, il dono del timore di Dio è anche un “allarme” di fronte alla pertinacia nel peccato. Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, per la vanità, o il potere, o l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta: attenzione! Con tutto questo potere, con tutti questi soldi, con tutto il tuo orgoglio, con tutta la tua vanità, non sarai felice. Nessuno può portare con sé dall’altra parte né i soldi, né il potere, né la vanità, né l'orgoglio. Niente! Possiamo soltanto portare l’amore che Dio Padre ci dà, le carezze di Dio, accettate e ricevute da noi con amore. E possiamo portare quello che abbiamo fatto per gli altri. Attenzione a non riporre la speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere, nella vanità, perché tutto ciò non può prometterci niente di buono! Penso per esempio alle persone che hanno responsabilità sugli altri e si lasciano corrompere; voi pensate che una persona corrotta sarà felice dall’altra parte? No, tutto il frutto della sua corruzione ha corrotto il suo cuore e sarà difficile andare dal Signore. Penso a coloro che vivono della tratta di persone e del lavoro schiavo; voi pensate che questa gente che tratta le persone, che sfrutta le persone con il lavoro schiavo ha nel cuore l’amore di Dio? No, non hanno timore di Dio e non sono felici. Non lo sono. Penso a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre; ma pensate che mestiere è questo. Io sono sicuro che se faccio adesso la domanda: quanti di voi siete fabbricatori di armi? Nessuno, nessuno. Questi fabbricatori di armi non vengono a sentire la Parola di Dio! Questi fabbricano la morte, sono mercanti di morte e fanno mercanzia di morte. Che il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio.

    Cari amici, il Salmo 34 ci fa pregare così: «Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera» (vv. 7-8). Chiediamo al Signore la grazia di unire la nostra voce a quella dei poveri, per accogliere il dono del timore di Dio e poterci riconoscere, insieme a loro, rivestiti della misericordia e dell’amore di Dio, che è il nostro Padre, il nostro papà. Così sia.

    💝 Intenzioni di preghiera

    Intenzioni per la preghiera universale.

    Intenzioni di preghiera
    Intenzioni di preghiera

    21.11.2016 — Leggi la lettera apostolica "Misericordia et Misera" di Papa Francesco

    Intenzioni per la preghiera universale della Chiesa.

    Preghiamo per la pace nel mondo, per i governanti, per i malati, per i poveri, per le famiglie in difficoltà, per la conversione dei peccatori.

    Signore, ascolta la nostra preghiera.
    Signore, pietà di noi.

    ✝ La Preghiera del Giubileo

    Preghiere del Giubileo.

    Preghiera del Giubileo della Misericordia — Lettera "Misericordia et Misera"
    Preghiera del Giubileo della Misericordia — Lettera "Misericordia et Misera"

    21.11.2016 fonte:vatican.va

    FRANCESCO

    a quanti leggeranno questa Lettera Apostolica

    misericordia e pace

     

    Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell’amore di Dio quando viene incontro al peccatore: «Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia».[1] Quanta pietà e giustizia divina in questo racconto! Il suo insegnamento viene a illuminare la conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia, mentre indica il cammino che siamo chiamati a percorrere nel futuro.

    1. Questa pagina del Vangelo può a buon diritto essere assunta come icona di quanto abbiamo celebrato nell’Anno Santo, un tempo ricco di misericordia, la quale chiede di essere ancora celebrata e vissuta nelle nostre comunità. La misericordia, infatti, non può essere una parentesi nella vita della Chiesa, ma costituisce la sua stessa esistenza, che rende manifesta e tangibile la verità profonda del Vangelo. Tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre.

    Una donna e Gesù si sono incontrati. Lei, adultera e, secondo la Legge, giudicata passibile di lapidazione; Lui, che con la sua predicazione e il dono totale di sé, che lo porterà alla croce, ha riportato la legge mosaica al suo genuino intento originario. Al centro non c’è la legge e la giustizia legale, ma l’amore di Dio, che sa leggere nel cuore di ogni persona, per comprenderne il desiderio più nascosto, e che deve avere il primato su tutto. In questo racconto evangelico, tuttavia, non si incontrano il peccato e il giudizio in astratto, ma una peccatrice e il Salvatore. Gesù ha guardato negli occhi quella donna e ha letto nel suo cuore: vi ha trovato il desiderio di essere capita, perdonata e liberata. La miseria del peccato è stata rivestita dalla misericordia dell’amore. Nessun giudizio da parte di Gesù che non fosse segnato dalla pietà e dalla compassione per la condizione della peccatrice. A chi voleva giudicarla e condannarla a morte, Gesù risponde con un lungo silenzio, che vuole lasciar emergere la voce di Dio nelle coscienze, sia della donna sia dei suoi accusatori. I quali lasciano cadere le pietre dalle mani e se ne vanno ad uno ad uno (cfr Gv 8,9). E dopo quel silenzio, Gesù dice: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? … Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (vv. 10-11). In questo modo la aiuta a guardare al futuro con speranza e ad essere pronta a rimettere in moto la sua vita; d’ora in avanti, se lo vorrà, potrà “camminare nella carità” (cfr Ef 5,2). Una volta che si è rivestiti della misericordia, anche se permane la condizione di debolezza per il peccato, essa è sovrastata dall’amore che permette di guardare oltre e vivere diversamente.

    2. Gesù d’altronde lo aveva insegnato con chiarezza quando, invitato a pranzo da un fariseo, gli si era avvicinata una donna conosciuta da tutti come una peccatrice (cfr Lc 7,36-50). Lei aveva cosparso di profumo i piedi di Gesù, li aveva bagnati con le sue lacrime e asciugati con i suoi capelli (cfr v. 37-38). Alla reazione scandalizzata del fariseo, Gesù rispose: «Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco» (v. 47).

    Il perdono è il segno più visibile dell’amore del Padre, che Gesù ha voluto rivelare in tutta la sua vita. Non c’è pagina del Vangelo che possa essere sottratta a questo imperativo dell’amore che giunge fino al perdono. Perfino nel momento ultimo della sua esistenza terrena, mentre viene inchiodato sulla croce, Gesù ha parole di perdono: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).

    Niente di quanto un peccatore pentito pone dinanzi alla misericordia di Dio può rimanere senza l’abbraccio del suo perdono. È per questo motivo che nessuno di noi può porre condizioni alla misericordia; essa rimane sempre un atto di gratuità del Padre celeste, un amore incondizionato e immeritato. Non possiamo, pertanto, correre il rischio di opporci alla piena libertà dell’amore con cui Dio entra nella vita di ogni persona.

    La misericordia è questa azione concreta dell’amore che, perdonando, trasforma e cambia la vita. È così che si manifesta il suo mistero divino. Dio è misericordioso (cfr Es 34,6), la sua misericordia dura in eterno (cfr Sal 136), di generazione in generazione abbraccia ogni persona che confida in Lui e la trasforma, donandole la sua stessa vita.

    3. Quanta gioia è stata suscitata nel cuore di queste due donne, l’adultera e la peccatrice! Il perdono le ha fatte sentire finalmente libere e felici come mai prima. Le lacrime della vergogna e del dolore si sono trasformate nel sorriso di chi sa di essere amata. La misericordia suscita gioia, perché il cuore si apre alla speranza di una vita nuova. La gioia del perdono è indicibile, ma traspare in noi ogni volta che ne facciamo esperienza. All’origine di essa c’è l’amore con cui Dio ci viene incontro, spezzando il cerchio di egoismo che ci avvolge, per renderci a nostra volta strumenti di misericordia.

    Come sono significative anche per noi le parole antiche che guidavano i primi cristiani: «Rivestiti di gioia che è sempre gradita a Dio e gli è accetta. In essa si diletta. Ogni uomo gioioso opera bene, pensa bene e disprezza la tristezza [...] Vivranno in Dio quanti allontanano la tristezza e si rivestono di ogni gioia».[2] Fare esperienza della misericordia dona gioia. Non lasciamocela portar via dalle varie afflizioni e preoccupazioni. Possa rimanere ben radicata nel nostro cuore e farci guardare sempre con serenità alla vita quotidiana.

    In una cultura spesso dominata dalla tecnica, sembrano moltiplicarsi le forme di tristezza e solitudine in cui cadono le persone, e anche tanti giovani. Il futuro infatti sembra essere ostaggio dell’incertezza che non consente di avere stabilità. È così che sorgono spesso sentimenti di malinconia, tristezza e noia, che lentamente possono portare alla disperazione. C’è bisogno di testimoni di speranza e di gioia vera, per scacciare le chimere che promettono una facile felicità con paradisi artificiali. Il vuoto profondo di tanti può essere riempito dalla speranza che portiamo nel cuore e dalla gioia che ne deriva. C’è tanto bisogno di riconoscere la gioia che si rivela nel cuore toccato dalla misericordia. Facciamo tesoro, pertanto, delle parole dell’Apostolo: «Siate sempre lieti nel Signore» (Fil 4,4; cfr 1 Ts 5,16).

    4. Abbiamo celebrato un Anno intenso, durante il quale ci è stata donata con abbondanza la grazia della misericordia. Come un vento impetuoso e salutare, la bontà e la misericordia del Signore si sono riversate sul mondo intero. E davanti a questo sguardo amoroso di Dio che in maniera così prolungata si è rivolto su ognuno di noi, non si può rimanere indifferenti, perché esso cambia la vita.

    Sentiamo il bisogno, anzitutto, di ringraziare il Signore e dirgli: «Sei stato buono, Signore, con la tua terra […]. Hai perdonato la colpa del tuo popolo» (Sal 85,2-3). È proprio così: Dio ha calpestato le nostre colpe e gettato in fondo al mare i nostri peccati (cfr Mi 7,19); non li ricorda più, se li è buttati alle spalle (cfr Is 38,17); come è distante l’oriente dall’occidente così i nostri peccati sono distanti da lui (cfr Sal 103,12).

    In questo Anno Santo la Chiesa ha saputo mettersi in ascolto e ha sperimentato con grande intensità la presenza e vicinanza del Padre, che con l’opera dello Spirito Santo le ha reso più evidente il dono e il mandato di Gesù Cristo riguardo al perdono. È stata realmente una nuova visita del Signore in mezzo a noi. Abbiamo percepito il suo soffio vitale riversarsi sulla Chiesa e, ancora una volta, le sue parole hanno indicato la missione: «Ricevete lo Spirito Santo: a coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,22-23).

    5. Adesso, concluso questo Giubileo, è tempo di guardare avanti e di comprendere come continuare con fedeltà, gioia ed entusiasmo a sperimentare la ricchezza della misericordia divina. Le nostre comunità potranno rimanere vive e dinamiche nell’opera di nuova evangelizzazione nella misura in cui la “conversione pastorale” che siamo chiamati a vivere[3] sarà plasmata quotidianamente dalla forza rinnovatrice della misericordia. Non limitiamo la sua azione; non rattristiamo lo Spirito che indica sempre nuovi sentieri da percorrere per portare a tutti il Vangelo che salva.

    In primo luogo siamo chiamati a celebrare la misericordia. Quanta ricchezza è presente nella preghiera della Chiesa quando invoca Dio come Padre misericordioso! Nella liturgia, la misericordia non solo viene ripetutamente evocata, ma realmente ricevuta e vissuta. Dall’inizio alla fine della celebrazione eucaristica, la misericordia ritorna più volte nel dialogo tra l’assemblea orante e il cuore del Padre, che gioisce quando può effondere il suo amore misericordioso. Dopo la richiesta di perdono iniziale con l’invocazione «Signore pietà», veniamo subito rassicurati: «Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna». È con questa fiducia che la comunità si raduna alla presenza del Signore, particolarmente nel giorno santo della risurrezione. Molte orazioni “collette” intendono richiamare il grande dono della misericordia. Nel periodo della Quaresima, ad esempio, preghiamo dicendo: «Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia».[4] Siamo poi immersi nella grande preghiera eucaristica con il prefazio che proclama: «Nella tua misericordia hai tanto amato gli uomini da mandare il tuo Figlio come Redentore a condividere in tutto, fuorché nel peccato, la nostra condizione umana».[5] La quarta preghiera eucaristica, inoltre, è un inno alla misericordia di Dio: «Nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro, perché coloro che ti cercano ti possano trovare». «Di noi tutti abbi misericordia»,[6] è la richiesta impellente che il sacerdote compie nella preghiera eucaristica per implorare la partecipazione alla vita eterna. Dopo il Padre Nostro, il sacerdote prolunga la preghiera invocando la pace e la liberazione dal peccato grazie all’«aiuto della tua misericordia». E prima del segno di pace, scambiato come espressione di fratellanza e di amore reciproco alla luce del perdono ricevuto, egli prega di nuovo: «Non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa».[7] Mediante queste parole, con umile fiducia chiediamo il dono dell’unità e della pace per la santa Madre Chiesa. La celebrazione della misericordia divina culmina nel Sacrificio eucaristico, memoriale del mistero pasquale di Cristo, da cui scaturisce la salvezza per ogni essere umano, per la storia e per il mondo intero. Insomma, ogni momento della celebrazione eucaristica fa riferimento alla misericordia di Dio.

    In tutta la vita sacramentale la misericordia ci viene donata in abbondanza. Non è affatto senza significato che la Chiesa abbia voluto fare esplicitamente il richiamo alla misericordia nella formula dei due sacramenti chiamati “di guarigione”, cioè la Riconciliazione e l’Unzione dei malati. La formula di assoluzione dice: «Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace»[8] e quella dell’Unzione recita: «Per questa santa Unzione e la sua piissima misericordia ti aiuti il Signore con la grazia dello Spirito Santo».[9] Dunque, nella preghiera della Chiesa il riferimento alla misericordia, lungi dall’essere solamente parenetico, è altamente performativo, vale a dire che mentre la invochiamo con fede, ci viene concessa; mentre la confessiamo viva e reale, realmente ci trasforma. È questo un contenuto fondamentale della nostra fede, che dobbiamo conservare in tutta la sua originalità: prima di quella del peccato, abbiamo la rivelazione dell’amore con cui Dio ha creato il mondo e gli esseri umani. L’amore è il primo atto con il quale Dio si fa conoscere e ci viene incontro. Teniamo, pertanto, aperto il cuore alla fiducia di essere amati da Dio. Il suo amore ci precede sempre, ci accompagna e rimane accanto a noi nonostante il nostro peccato.

    6. In tale contesto, assume un significato particolare anche l’ascolto della Parola di Dio. Ogni domenica, la Parola di Dio viene proclamata nella comunità cristiana perché il giorno del Signore sia illuminato dalla luce che promana dal mistero pasquale.[10] Nella celebrazione eucaristica sembra di assistere a un vero dialogo tra Dio e il suo popolo. Nella proclamazione delle Letture bibliche, infatti, si ripercorre la storia della nostra salvezza attraverso l’incessante opera di misericordia che viene annunciata. Dio parla ancora oggi con noi come ad amici, si “intrattiene” con noi[11] per donarci la sua compagnia e mostrarci il sentiero della vita. La sua Parola si fa interprete delle nostre richieste e preoccupazioni e risposta feconda perché possiamo sperimentare concretamente la sua vicinanza. Quanta importanza acquista l’omelia, dove «la verità si accompagna alla bellezza e al bene»,[12] per far vibrare il cuore dei credenti dinanzi alla grandezza della misericordia! Raccomando molto la preparazione dell’omelia e la cura della predicazione. Essa sarà tanto più fruttuosa, quanto più il sacerdote avrà sperimentato su di sé la bontà misericordiosa del Signore. Comunicare la certezza che Dio ci ama non è un esercizio retorico, ma condizione di credibilità del proprio sacerdozio. Vivere, quindi, la misericordia è la via maestra per farla diventare un vero annuncio di consolazione e di conversione nella vita pastorale. L’omelia, come pure la catechesi, hanno bisogno di essere sempre sostenute da questo cuore pulsante della vita cristiana.

    7. La Bibbia è il grande racconto che narra le meraviglie della misericordia di Dio. Ogni pagina è intrisa dell’amore del Padre che fin dalla creazione ha voluto imprimere nell’universo i segni del suo amore. Lo Spirito Santo, attraverso le parole dei profeti e gli scritti sapienziali, ha plasmato la storia di Israele nel riconoscimento della tenerezza e della vicinanza di Dio, nonostante l’infedeltà del popolo. La vita di Gesù e la sua predicazione segnano in modo determinante la storia della comunità cristiana, che ha compreso la propria missione sulla base del mandato di Cristo di essere strumento permanente della sua misericordia e del suo perdono (cfr Gv 20,23). Attraverso la Sacra Scrittura, mantenuta viva dalla fede della Chiesa, il Signore continua a parlare alla sua Sposa e le indica i sentieri da percorrere, perché il Vangelo della salvezza giunga a tutti. È mio vivo desiderio che la Parola di Dio sia sempre più celebrata, conosciuta e diffusa, perché attraverso di essa si possa comprendere meglio il mistero di amore che promana da quella sorgente di misericordia. Lo ricorda chiaramente l’Apostolo: «Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia» (2 Tm 3,16).

    Sarebbe opportuno che ogni comunità, in una domenica dell’Anno liturgico, potesse rinnovare l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura: una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo. Non mancherà la creatività per arricchire questo momento con iniziative che stimolino i credenti ad essere strumenti vivi di trasmissione della Parola. Certamente, tra queste iniziative vi è la diffusione più ampia della lectio divina, affinché, attraverso la lettura orante del testo sacro, la vita spirituale trovi sostegno e crescita. La lectio divina sui temi della misericordia permetterà di toccare con mano quanta fecondità viene dal testo sacro, letto alla luce dell’intera tradizione spirituale della Chiesa, che sfocia necessariamente in gesti e opere concrete di carità.[13]

    8. La celebrazione della misericordia avviene in modo del tutto particolare con il Sacramento della Riconciliazione. È questo il momento in cui sentiamo l’abbraccio del Padre che viene incontro per restituirci la grazia di essere di nuovo suoi figli. Noi siamo peccatori e portiamo con noi il peso della contraddizione tra ciò che vorremmo fare e quanto invece concretamente facciamo (cfr Rm 7,14-21); la grazia, tuttavia, ci precede sempre, e assume il volto della misericordia che si rende efficace nella riconciliazione e nel perdono. Dio fa comprendere il suo immenso amore proprio davanti al nostro essere peccatori. La grazia è più forte, e supera ogni possibile resistenza, perché l’amore tutto vince (cfr 1 Cor 13,7).

    Nel Sacramento del Perdono Dio mostra la via della conversione a Lui, e invita a sperimentare di nuovo la sua vicinanza. È un perdono che può essere ottenuto iniziando, anzitutto, a vivere la carità. Lo ricorda anche l’apostolo Pietro quando scrive che «L’amore copre una moltitudine di peccati» (1 Pt 4,8). Solo Dio perdona i peccati, ma chiede anche a noi di essere pronti al perdono verso gli altri, così come Lui perdona i nostri: «Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). Quanta tristezza quando rimaniamo chiusi in noi stessi e incapaci di perdonare! Prendono il sopravvento il rancore, la rabbia, la vendetta, rendendo la vita infelice e vanificando l’impegno gioioso per la misericordia.

    9. Un’esperienza di grazia che la Chiesa ha vissuto con tanta efficacia nell’Anno giubilare è stato certamente il servizio dei Missionari della Misericordia. La loro azione pastorale ha voluto rendere evidente che Dio non pone alcun confine per quanti lo cercano con cuore pentito, perché a tutti va incontro come un Padre. Ho ricevuto tante testimonianze di gioia per il rinnovato incontro con il Signore nel Sacramento della Confessione. Non perdiamo l’opportunità di vivere la fede anche come esperienza di riconciliazione. «Lasciatevi riconciliare con Dio» (2 Cor 5,20) è l’invito che ancora ai nostri giorni l’Apostolo rivolge per far scoprire ad ogni credente la potenza dell’amore che rende una «creatura nuova» (2 Cor 5,17).

    Esprimo la mia gratitudine ad ogni Missionario della Misericordia per questo prezioso servizio offerto per rendere efficace la grazia del perdono. Questo ministero straordinario, tuttavia, non si conclude con la chiusura della Porta Santa. Desidero, infatti, che permanga ancora, fino a nuova disposizione, come segno concreto che la grazia del Giubileo continua ad essere, nelle varie parti del mondo, viva ed efficace. Sarà cura del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione seguire in questo periodo i Missionari della Misericordia, come espressione diretta della mia sollecitudine e vicinanza e trovare le forme più coerenti per l’esercizio di questo prezioso ministero.

    10. Ai sacerdoti rinnovo l’invito a prepararsi con grande cura al ministero della Confessione, che è una vera missione sacerdotale. Vi ringrazio sentitamente per il vostro servizio e vi chiedo di essere accoglienti con tutti; testimoni della tenerezza paterna nonostante la gravità del peccato; solleciti nell’aiutare a riflettere sul male commesso; chiari nel presentare i principi morali; disponibili ad accompagnare i fedeli nel percorso penitenziale, mantenendo il loro passo con pazienza; lungimiranti nel discernimento di ogni singolo caso; generosi nel dispensare il perdono di Dio. Come Gesù davanti alla donna adultera scelse di rimanere in silenzio per salvarla dalla condanna a morte, così anche il sacerdote nel confessionale sia magnanimo di cuore, sapendo che ogni penitente lo richiama alla sua stessa condizione personale: peccatore, ma ministro di misericordia.

    11. Vorrei che tutti noi meditassimo le parole dell’Apostolo, scritte verso la fine della sua vita, quando a Timoteo confessa di essere stato il primo dei peccatori, «ma appunto per questo ho ottenuto misericordia» (1 Tm 1,16). Le sue parole hanno una forza prorompente per provocare anche noi a riflettere sulla nostra esistenza e per vedere all’opera la misericordia di Dio nel cambiare, convertire e trasformare il nostro cuore: «Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia» (1 Tm 1,12-13).

    Ricordiamo con sempre rinnovata passione pastorale, pertanto, le parole dell’Apostolo: «Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione» (2 Cor 5,18). Noi per primi siamo stati perdonati in vista di questo ministero; resi testimoni in prima persona dell’universalità del perdono. Non c’è legge né precetto che possa impedire a Dio di riabbracciare il figlio che torna da Lui riconoscendo di avere sbagliato, ma deciso a ricominciare da capo. Fermarsi soltanto alla legge equivale a vanificare la fede e la misericordia divina. C’è un valore propedeutico nella legge (cfr Gal 3,24) che ha come fine la carità (cfr 1 Tm 1,5). Tuttavia, il cristiano è chiamato a vivere la novità del Vangelo, «la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù» (Rm 8,2). Anche nei casi più complessi, dove si è tentati di far prevalere una giustizia che deriva solo dalle norme, si deve credere nella forza che scaturisce dalla grazia divina.

    Noi confessori abbiamo esperienza di tante conversioni che si manifestano sotto i nostri occhi. Sentiamo, quindi, la responsabilità di gesti e parole che possano giungere nel profondo del cuore del penitente, perché scopra la vicinanza e la tenerezza della Padre che perdona. Non vanifichiamo questi momenti con comportamenti che possano contraddire l’esperienza della misericordia che viene ricercata. Aiutiamo, piuttosto, a illuminare lo spazio della coscienza personale con l’amore infinito di Dio (cfr 1 Gv 3,20).

    Il Sacramento della Riconciliazione ha bisogno di ritrovare il suo posto centrale nella vita cristiana; per questo richiede sacerdoti che mettano la loro vita a servizio del «ministero della riconciliazione» (2 Cor 5,18) in modo tale che, mentre a nessuno sinceramente pentito è impedito di accedere all’amore del Padre che attende il suo ritorno, a tutti è offerta la possibilità di sperimentare la forza liberatrice del perdono.

    Un’occasione propizia può essere la celebrazione dell’iniziativa 24 ore per il Signore in prossimità della IV domenica di Quaresima, che già trova molto consenso nelle Diocesi e che rimane un richiamo pastorale forte per vivere intensamente il Sacramento della Confessione.

    12. In forza di questa esigenza, perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare[14] viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione.

    Nell’Anno del Giubileo avevo concesso ai fedeli che per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X di ricevere validamente e lecitamente l’assoluzione sacramentale dei loro peccati.[15] Per il bene pastorale di questi fedeli, e confidando nella buona volontà dei loro sacerdoti perché si possa recuperare, con l’aiuto di Dio, la piena comunione nella Chiesa Cattolica, stabilisco per mia propria decisione di estendere questa facoltà oltre il periodo giubilare, fino a nuove disposizioni in proposito, perché a nessuno venga mai a mancare il segno sacramentale della riconciliazione attraverso il perdono della Chiesa.

    13. La misericordia possiede anche il volto della consolazione. «Consolate, consolate il mio popolo» (Is 40,1) sono le parole accorate che il profeta fa sentire ancora oggi, perché possa giungere a quanti sono nella sofferenza e nel dolore una parola di speranza. Non lasciamoci mai rubare la speranza che proviene dalla fede nel Signore risorto. È vero, spesso siamo messi a dura prova, ma non deve mai venire meno la certezza che il Signore ci ama. La sua misericordia si esprime anche nella vicinanza, nell’affetto e nel sostegno che tanti fratelli e sorelle possono offrire quando sopraggiungono i giorni della tristezza e dell’afflizione. Asciugare le lacrime è un’azione concreta che spezza il cerchio di solitudine in cui spesso veniamo rinchiusi.

    Tutti abbiamo bisogno di consolazione perché nessuno è immune dalla sofferenza, dal dolore e dall’incomprensione. Quanto dolore può provocare una parola astiosa, frutto dell’invidia, della gelosia e della rabbia! Quanta sofferenza provoca l’esperienza del tradimento, della violenza e dell’abbandono; quanta amarezza dinanzi alla morte delle persone care! Eppure, mai Dio è lontano quando si vivono questi drammi. Una parola che rincuora, un abbraccio che ti fa sentire compreso, una carezza che fa percepire l’amore, una preghiera che permette di essere più forte... sono tutte espressioni della vicinanza di Dio attraverso la consolazione offerta dai fratelli.

    A volte, anche il silenzio potrà essere di grande aiuto; perché a volte non ci sono parole per dare risposta agli interrogativi di chi soffre. Alla mancanza della parola, tuttavia, può supplire la compassione di chi è presente, vicino, ama e tende la mano. Non è vero che il silenzio sia un atto di resa, al contrario, è un momento di forza e di amore. Anche il silenzio appartiene al nostro linguaggio di consolazione perché si trasforma in un’opera concreta di condivisione e partecipazione alla sofferenza del fratello.

    14. In un momento particolare come il nostro, che tra tante crisi vede anche quella della famiglia, è importante che giunga una parola di forza consolatrice alle nostre famiglie. Il dono del matrimonio è una grande vocazione a cui, con la grazia di Cristo, corrispondere nell’amore generoso, fedele e paziente. La bellezza della famiglia permane immutata, nonostante tante oscurità e proposte alternative: «La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa».[16] Il sentiero della vita che porta un uomo e una donna a incontrarsi, amarsi, e davanti a Dio a promettersi fedeltà per sempre, è spesso interrotto da sofferenza, tradimento e solitudine. La gioia per il dono dei figli non è immune dalle preoccupazioni dei genitori riguardo alla loro crescita e formazione, riguardo a un futuro degno di essere vissuto intensamente.

    La grazia del Sacramento del Matrimonio non solo fortifica la famiglia perché sia luogo privilegiato in cui vivere la misericordia, ma impegna la comunità cristiana, e tutta l’azione pastorale, a far emergere il grande valore propositivo della famiglia. Questo Anno giubilare, comunque, non può far perdere di vista la complessità dell’attuale realtà familiare. L’esperienza della misericordia ci rende capaci di guardare a tutte le difficoltà umane con l’atteggiamento dell’amore di Dio, che non si stanca di accogliere e di accompagnare.[17]

    Non possiamo dimenticare che ognuno porta con sé la ricchezza e il peso della propria storia, che lo contraddistingue da ogni altra persona. La nostra vita, con le sue gioie e i suoi dolori, è qualcosa di unico e irripetibile, che scorre sotto lo sguardo misericordioso di Dio. Ciò richiede, soprattutto da parte del sacerdote, un discernimento spirituale attento, profondo e lungimirante perché chiunque, nessuno escluso, qualunque situazione viva, possa sentirsi concretamente accolto da Dio, partecipare attivamente alla vita della comunità ed essere inserito in quel Popolo di Dio che, instancabilmente, cammina verso la pienezza del regno di Dio, regno di giustizia, di amore, di perdono e di misericordia.

    15. Particolare rilevanza riveste il momento della morte. La Chiesa ha sempre vissuto questo passaggio drammatico alla luce della risurrezione di Gesù Cristo, che ha aperto la strada per la certezza della vita futura. Abbiamo una grande sfida da accogliere, soprattutto nella cultura contemporanea che spesso tende a banalizzare la morte fino a farla diventare una semplice finzione, o a nasconderla. La morte invece va affrontata e preparata come passaggio doloroso e ineludibile ma carico di senso: quello dell’estremo atto di amore verso le persone che ci lasciano e verso Dio a cui si va incontro. In tutte le religioni il momento della morte, come quello della nascita, è accompagnato da una presenza religiosa. Noi viviamo l’esperienza delle esequie come preghiera carica di speranza per l’anima del defunto e per dare consolazione a quanti soffrono il distacco dalla persona amata.

    Sono convinto che abbiamo bisogno, nell’azione pastorale animata da fede viva, di far toccare con mano quanto i segni liturgici e le nostre preghiere siano espressione della misericordia del Signore. È Lui stesso che offre parole di speranza, perché niente e nessuno potranno mai separare dal suo amore (cfr Rm 8,35). La condivisione di questo momento da parte del sacerdote è un accompagnamento importante, perché permette di vivere la vicinanza alla comunità cristiana nel momento di debolezza, solitudine, incertezza e pianto.

    16. Termina il Giubileo e si chiude la Porta Santa. Ma la porta della misericordia del nostro cuore rimane sempre spalancata. Abbiamo imparato che Dio si china su di noi (cfr Os 11,4) perché anche noi possiamo imitarlo nel chinarci sui fratelli. La nostalgia di tanti di ritornare alla casa del Padre, che attende la loro venuta, è suscitata anche da testimoni sinceri e generosi della tenerezza divina. La Porta Santa che abbiamo attraversato in questo Anno giubilare ci ha immesso nella via della carità che siamo chiamati a percorrere ogni giorno con fedeltà e gioia. È la strada della misericordia che permette di incontrare tanti fratelli e sorelle che tendono la mano perché qualcuno la possa afferrare per camminare insieme.

    Voler essere vicini a Cristo esige di farsi prossimo verso i fratelli, perché niente è più gradito al Padre se non un segno concreto di misericordia. Per sua stessa natura, la misericordia si rende visibile e tangibile in un’azione concreta e dinamica. Una volta che la si è sperimentata nella sua verità, non si torna più indietro: cresce continuamente e trasforma la vita. È un’autentica nuova creazione che realizza un cuore nuovo, capace di amare in modo pieno, e purifica gli occhi perché riconoscano le necessità più nascoste. Come sono vere le parole con cui la Chiesa prega nella Veglia Pasquale, dopo la lettura del racconto della creazione: «O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti».[18]

    La misericordia rinnova e redime, perché è l’incontro di due cuori: quello di Dio che viene incontro a quello dell’uomo. Questo si riscalda e il primo lo risana: il cuore di pietra viene trasformato in cuore di carne (cfr Ez 36,26), capace di amare nonostante il suo peccato. Qui si percepisce di essere davvero una “nuova creatura” (cfr Gal 6,15): sono amato, dunque esisto; sono perdonato, quindi rinasco a vita nuova; sono stato “misericordiato”, quindi divento strumento di misericordia.

    17. Durante l’Anno Santo, specialmente nei “venerdì della misericordia”, ho potuto toccare con mano quanto bene è presente nel mondo. Spesso non è conosciuto perché si realizza quotidianamente in maniera discreta e silenziosa. Anche se non fanno notizia, esistono tuttavia tanti segni concreti di bontà e di tenerezza rivolti ai più piccoli e indifesi, ai più soli e abbandonati. Esistono davvero dei protagonisti della carità che non fanno mancare la solidarietà ai più poveri e infelici. Ringraziamo il Signore per questi doni preziosi che invitano a scoprire la gioia del farsi prossimo davanti alla debolezza dell’umanità ferita. Con gratitudine penso ai tanti volontari che ogni giorno dedicano il loro tempo a manifestare la presenza e vicinanza di Dio con la loro dedizione. Il loro servizio è una genuina opera di misericordia, che aiuta tante persone ad avvicinarsi alla Chiesa.

    18. È il momento di dare spazio alla fantasia della misericordia per dare vita a tante nuove opere, frutto della grazia. La Chiesa ha bisogno di raccontare oggi quei «molti altri segni» che Gesù ha compiuto e che «non sono stati scritti» (Gv 20,30), affinché siano espressione eloquente della fecondità dell’amore di Cristo e della comunità che vive di Lui. Sono passati più di duemila anni, eppure le opere di misericordia continuano a rendere visibile la bontà di Dio.

    Ancora oggi intere popolazioni soffrono la fame e la sete, e quanta preoccupazione suscitano le immagini di bambini che nulla hanno per cibarsi. Masse di persone continuano a migrare da un Paese all’altro in cerca di cibo, lavoro, casa e pace. La malattia, nelle sue varie forme, è un motivo permanente di sofferenza che richiede aiuto, consolazione e sostegno. Le carceri sono luoghi in cui spesso, alla pena restrittiva, si aggiungono disagi a volte gravi, dovuti a condizioni di vita disumane. L’analfabetismo è ancora molto diffuso e impedisce ai bambini e alle bambine di formarsi e li espone a nuove forme di schiavitù. La cultura dell’individualismo esasperato, soprattutto in occidente, porta a smarrire il senso di solidarietà e di responsabilità verso gli altri. Dio stesso rimane oggi uno sconosciuto per molti; ciò rappresenta la più grande povertà e il maggior ostacolo al riconoscimento della dignità inviolabile della vita umana.

    Insomma, le opere di misericordia corporale e spirituale costituiscono fino ai nostri giorni la verifica della grande e positiva incidenza della misericordia come valore sociale. Essa infatti spinge a rimboccarsi le maniche per restituire dignità a milioni di persone che sono nostri fratelli e sorelle, chiamati con noi a costruire una «città affidabile».[19]

    19. Tanti segni concreti di misericordia sono stati realizzati durante questo Anno Santo. Comunità, famiglie e singoli credenti hanno riscoperto la gioia della condivisione e la bellezza della solidarietà. Eppure non basta. Il mondo continua a generare nuove forme di povertà spirituale e materiale che attentano alla dignità delle persone. È per questo che la Chiesa dev’essere sempre vigile e pronta per individuare nuove opere di misericordia e attuarle con generosità ed entusiasmo.

    Poniamo, dunque, ogni sforzo per dare forme concrete alla carità e al tempo stesso intelligenza alle opere di misericordia. Quest’ultima possiede un’azione inclusiva, per questo tende ad allargarsi a macchia d’olio e non conosce limiti. E in questo senso siamo chiamati a dare volto nuovo alle opere di misericordia che conosciamo da sempre. La misericordia, infatti, eccede; va sempre oltre, è feconda. È come il lievito che fa fermentare la pasta (cfr Mt 13,33) e come un granello di senape che diventa un albero (cfr Lc 13,19).

    Pensiamo solo, a titolo esemplificativo, all’opera di misericordia corporale vestire chi è nudo (cfr Mt 25,36.38.43.44). Essa ci riporta ai primordi, al giardino dell’Eden, quando Adamo ed Eva scoprirono di essere nudi e, sentendo avvicinarsi il Signore, ebbero vergogna e si nascosero (cfr Gen 3,7-8). Sappiamo che il Signore li punì; tuttavia, Egli «fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelle e li vestì» (Gen 3,21). La vergogna viene superata e la dignità restituita.

    Fissiamo lo sguardo anche su Gesù al Golgota. Il Figlio di Dio sulla croce è nudo; la sua tunica è stata sorteggiata e presa dai soldati (cfr Gv 19,23-24); Lui non ha più nulla. Sulla croce si rivela all’estremo la condivisione di Gesù con quanti hanno perso dignità perché privati del necessario. Come la Chiesa è chiamata ad essere la “tunica di Cristo”[20] per rivestire il suo Signore, così è impegnata a rendersi solidale con i nudi della terra perché riacquistino la dignità di cui sono stati spogliati. «(Ero) nudo e mi avete vestito» (Mt 25,36), pertanto, obbliga a non voltare lo sguardo davanti alle nuove forme di povertà e di emarginazione che impediscono alle persone di vivere dignitosamente.

    Non avere il lavoro e non ricevere il giusto salario; non poter avere una casa o una terra dove abitare; essere discriminati per la fede, la razza, lo stato sociale...: queste e molte altre sono condizioni che attentano alla dignità della persona, di fronte alle quali l’azione misericordiosa dei cristiani risponde anzitutto con la vigilanza e la solidarietà. Quante sono oggi le situazioni in cui possiamo restituire dignità alle persone e consentire una vita umana! Pensiamo solo a tanti bambini e bambine che subiscono violenze di vario genere, che rubano loro la gioia della vita. I loro volti tristi e disorientati sono impressi nella mia mente; chiedono il nostro aiuto per essere liberati dalle schiavitù del mondo contemporaneo. Questi bambini sono i giovani di domani; come li stiamo preparando a vivere con dignità e responsabilità? Con quale speranza possono affrontare il loro presente e il loro futuro?

    Il carattere sociale della misericordia esige di non rimanere inerti e di scacciare l’indifferenza e l’ipocrisia, perché i piani e i progetti non rimangano lettera morta. Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere sempre pronti ad offrire in maniera fattiva e disinteressata il nostro apporto, perché la giustizia e una vita dignitosa non rimangano parole di circostanza, ma siano l’impegno concreto di chi intende testimoniare la presenza del Regno di Dio.

    20. Siamo chiamati a far crescere una cultura della misericordia, basata sulla riscoperta dell’incontro con gli altri: una cultura in cui nessuno guarda all’altro con indifferenza né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli. Le opere di misericordia sono “artigianali”: nessuna di esse è uguale all’altra; le nostre mani possono modellarle in mille modi, e anche se unico è Dio che le ispira e unica la “materia” di cui sono fatte, cioè la misericordia stessa, ciascuna acquista una forma diversa.

    Le opere di misericordia, infatti, toccano tutta la vita di una persona. E’ per questo che possiamo dar vita a una vera rivoluzione culturale proprio a partire dalla semplicità di gesti che sanno raggiungere il corpo e lo spirito, cioè la vita delle persone. È un impegno che la comunità cristiana può fare proprio, nella consapevolezza che la Parola del Signore sempre la chiama ad uscire dall’indifferenza e dall’individualismo in cui si è tentati di rinchiudersi per condurre un’esistenza comoda e senza problemi. «I poveri li avete sempre con voi» (Gv 12,8), dice Gesù ai suoi discepoli. Non ci sono alibi che possono giustificare un disimpegno quando sappiamo che Lui si è identificato con ognuno di loro.

    La cultura della misericordia si forma nella preghiera assidua, nella docile apertura all’azione dello Spirito, nella familiarità con la vita dei santi e nella vicinanza concreta ai poveri. È un invito pressante a non fraintendere dove è determinante impegnarsi. La tentazione di fare la “teoria della misericordia” si supera nella misura in cui questa si fa vita quotidiana di partecipazione e condivisione. D’altronde, non dovremmo mai dimenticare le parole con cui l’apostolo Paolo, raccontando il suo incontro con Pietro, Giacomo e Giovanni, dopo la conversione, mette in risalto un aspetto essenziale della sua missione e di tutta la vita cristiana: «Ci pregarono soltanto di ricordarci dei poveri, ed è quello che mi sono preoccupato di fare» (Gal 2,10). Non possiamo dimenticarci dei poveri: è un invito più che mai attuale che si impone per la sua evidenza evangelica.

    21. L’esperienza del Giubileo imprima in noi le parole dell’apostolo Pietro: «Un tempo eravate esclusi dalla misericordia; ora, invece, avete ottenuto misericordia» (1 Pt 2,10). Non teniamo gelosamente solo per noi quanto abbiamo ricevuto; sappiamo condividerlo con i fratelli sofferenti perché siano sostenuti dalla forza della misericordia del Padre. Le nostre comunità si aprano a raggiungere quanti vivono nel loro territorio perché a tutti giunga la carezza di Dio attraverso la testimonianza dei credenti.

    Questo è il tempo della misericordia. Ogni giorno del nostro cammino è segnato dalla presenza di Dio che guida i nostri passi con la forza della grazia che lo Spirito infonde nel cuore per plasmarlo e renderlo capace di amare. È il tempo della misericordia per tutti e per ognuno, perché nessuno possa pensare di essere estraneo alla vicinanza di Dio e alla potenza della sua tenerezza. È il tempo della misericordia perché quanti sono deboli e indifesi, lontani e soli possano cogliere la presenza di fratelli e sorelle che li sorreggono nelle necessità. È il tempo della misericordia perché i poveri sentano su di sé lo sguardo rispettoso ma attento di quanti, vinta l’indifferenza, scoprono l’essenziale della vita. È il tempo della misericordia perché ogni peccatore non si stanchi di chiedere perdono e sentire la mano del Padre che sempre accoglie e stringe a sé.

    Alla luce del “Giubileo delle persone socialmente escluse”, mentre in tutte le cattedrali e nei santuari del mondo si chiudevano le Porte della Misericordia, ho intuito che, come ulteriore segno concreto di questo Anno Santo straordinario, si debba celebrare in tutta la Chiesa, nella ricorrenza della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, la Giornata mondiale dei poveri. Sarà la più degna preparazione per vivere la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il quale si è identificato con i piccoli e i poveri e ci giudicherà sulle opere di misericordia (cfr Mt 25,31-46). Sarà una Giornata che aiuterà le comunità e ciascun battezzato a riflettere su come la povertà stia al cuore del Vangelo e sul fatto che, fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa (cfr Lc 16,19-21), non potrà esserci giustizia né pace sociale. Questa Giornata costituirà anche una genuina forma di nuova evangelizzazione (cfr Mt 11,5), con la quale rinnovare il volto della Chiesa nella sua perenne azione di conversione pastorale per essere testimone della misericordia.

    22. Su di noi rimangono sempre rivolti gli occhi misericordiosi della Santa Madre di Dio. Lei è la prima che apre la strada e ci accompagna nella testimonianza dell’amore. La Madre della Misericordia raccoglie tutti sotto la protezione del suo manto, come spesso l’arte l’ha voluta rappresentare. Confidiamo nel suo materno aiuto e seguiamo la sua perenne indicazione a guardare a Gesù, volto raggiante della misericordia di Dio.

    Dato a Roma, presso San Pietro, il 20 novembre,
    Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo,
    dell’Anno del Signore 2016, quarto di pontificato.

     

    FRANCESCO


     
     

    [1] In Joh 33,5.

    [2] Il Pastore di Erma, XLII, 1-4.

    [3] Cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 27.

    [4] Messale Romano, III Domenica di Quaresima.

    [5] Ibid., Prefazio delle domeniche del Tempo Ordinario VII.

    [6] Ibid., Preghiera eucaristica II.

    [7] Ibid., Riti di comunione.

    [8] Rito della Penitenza, n. 46.

    [9] Sacramento dell’Unzione e cura pastorale degli infermi, n. 76.

    [10] Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 106.

    [11] Id., Cost. dogm. Dei Verbum, 2.

    [12] Esort. ap. Evangelii gaudium, 142.

    [13] Cfr Benedetto XVI, Esort. ap. postsin. Verbum Domini, 86-87.

    [14] Cfr Lettera con la quale si concede l’indulgenza in occasione del Giubileo della Misericordia, 1 settembre 2015.

    [15] Cfr ibid.

    [16] Esort. ap. postsin. Amoris laetitia, 1.

    [17] Cfr ibid., 291-300.

    [18] Messale Romano, Veglia Pasquale, Orazione dopo la Prima Lettura.

    [19] Lett. enc. Lumen fidei, 50.

    [20] Cfr Cipriano, L’unità della Chiesa cattolica, 7.

     
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    Valentino Spataro




    📆 I primi 9 venerdì del mese

    Devozione dei primi nove venerdì.

    I primi ... di ogni mese

    Esistono varie preghiere. Ci sono state date da Gesu' ai santi.

    Amo quella di San Bernardino, e' una promessa enorme e richiede un impegno incredibile, giornaliero.

    Ce ne sono anche altre.

    I primi 5 sabati di ogni mese: comunione, confessione, 15 minuti in preghiera, per 5 mesi consecutive: il tutto per togliere spine al cuore di Maria.

    I primi 9 venerdi' del mese

    "Nell'eccessiva misericordia del mio Cuore, ti prometto che il suo onnipotente amore, accorderà la grazia della penitenza finale a tutti coloro che faranno la comunione per nove primi venerdì del mese consecutivi. Non morranno perciò in mia disgrazia, né senza ricevere i loro sacramenti. Il mio Cuore si renderà asilo sicuro in quel supremo momento"

    Quella che ho scoperto oggi contiene una promessa per noi che la faremo: aiutare le nostre famiglie. Ci sono casi meravigliosi, ne parlero' piu' a lungo in queste pagine.

    Questa riguarda i primi venerdì per 9 mesi. Si compone di una parte: essere devoti al sacro cuore di Gesu', e al dodicesimo punto offre un aiuto fino alla fine: in cambio chiede una comunione (confessione se necessaria) per nove mesi. Da Wikipedia:

    Gesù apparendo a santa Margherita Maria Alacoque e mostrandole il suo cuore splendente come la luce del sole, avrebbe fatto le seguenti promesse per i devoti al Suo Sacro Cuore:

    • Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.
    • Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie.
    • Li consolerò in tutte le loro pene.
    • Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.
    • Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa.
    • I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l'oceano infinito della misericordia.
    • Le anime tiepide si infervoreranno.
    • Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione.
    • La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l'immagine del mio Cuore.
    • Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti.
    • Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.
    • A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d'ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.
    La dodicesima promessa è definita dai devoti "la grande promessa", perché rivelerebbe la divina misericordia del Sacro Cuore verso l'umanità.

    Approfondimenti:

    ⭐ Preghiere a Santa Brigida

    Preghiere di Santa Brigida di Svezia.

    Attraverso Santa Brigida, Gesù ha fatto meravigliose promesse alle anime che reciteranno queste Orazioni per 12 anni. In particolare, Gesù promette: - L’anima che le recita non andrà in Purgatorio. - L’anima che le recita sarà accettata tra i martiri come se avesse versato il suo sangue per la fede. - L’anima che le recita può scegliere altre tre persone che Gesù manterrà in stato di grazia sufficiente per diventare sante. - Nessuno delle quattro generazioni successive all’anima che le recita si dannerà. - L’anima che le recita sarà resa edotta della propria morte un mese prima. Qualcuno può pensare che gli potrebbe capitare di concludere la sua vita terrena prima del termine dei 12 anni di preghiere. In questo caso Gesù ha rassicurato, sempre attraverso Santa Brigida, che le riterrebbe valide come se le avesse completate. Se, invece, si dovesse saltare uno o più giorni per qualche motivo, è possibile recuperare le preghiere mancanti in seguito. E’ palese che coloro che si assumono questo impegno non devono pensare che queste preghiere siano il lasciapassare automatico per il Paradiso e di poter quindi continuare a vivere secondo i propri desideri. Sappiamo che dobbiamo vivere con Dio in tutta coerenza e sincerità non solo quando si recitano queste preghiere, ma durante tutta la vita. Sono però certo che se una persona riceve la Grazia di perseverare per 12 anni in questo tipo di orazione, sicuramente vive già in buon grado di comunione con Gesù e Maria e sa come deve comportarsi. *Riconoscimenti Questa devozione fu riconosciuta come cosa buona, utile e raccomandabile dal Sacro Collegio per la Propaganda della Fede e da Papa Clemente XII. Anche Innocenzo III riconobbe come autentiche le rivelazioni di Santa Brigida di Svezia. PREGHIERA INIZIALE O Gesù, desidero rivolgere al Padre questa tua orazione unendomi all’Amore con cui la santificasti nel tuo Cuore. Portala dalle mie labbra nel tuo Cuore. Migliorala e completala in modo perfetto così che possa portare alla Santissima Trinità tutto l’onore e la gioia che Tu Le tributasti quando elevasti questa orazione sulla terra; possano l’onore e la gioia scorrere sulla tua Sacra Umanità in glorificazione delle tue dolorosissime Piaghe e del Preziosissimo Sangue che da esse sgorgò. LA CIRCONCISIONE DI GESÙ Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le prime ferite, i primi dolori e il primo sangue che Egli ha versato in espiazione dei miei peccati e di quelli di tutti i giovani, quale protezione contro il primo peccato mortale, in particolare dei miei consanguinei. Padre Nostro… Ave Maria… LE SOFFERENZE DI GESÙ SUL MONTE DEGLI ULIVI Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le terribili sofferenze del Cuore di Gesù sul Monte degli Ulivi e Ti offro ogni goccia del suo sudore di Sangue in espiazione di tutti i miei peccati del cuore e di tutti quelli dell’umanità, quale protezione contro tali peccati e per la diffusione dell’Amore divino e fraterno. Padre Nostro… Ave Maria… LA FLAGELLAZIONE DI GESÙ Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro i mille e mille colpi, i dolori atroci e il Prezioso Sangue della Flagellazione in espiazione di tutti i miei peccati della carne e di tutti quelli dell’umanità, quale protezione contro di essi e per la salvaguardia dell’innocenza, in particolare tra i miei consanguinei. Padre Nostro… Ave Maria… LA CORONAZIONE DI SPINE Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le ferite, i dolori e il Prezioso Sangue sceso dal Capo di Gesù quando fu coronato di spine, in espiazione dei miei peccati dello spirito e di quelli di tutta l’umanità, quale protezione contro di essi e per la costruzione del regno di Dio su questa terra. Padre Nostro… Ave Maria… LA SALITA DI GESÙ SOTTO IL PESO DELLA CROCE Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le sofferenze patite da Gesù lungo la salita al monte Calvario e, in particolare, la Santa Piaga della Spalla e il Prezioso Sangue che da essa uscì, in espiazione dei miei ed altrui peccati di ribellione alla croce, di rifiuto dei tuoi santi disegni e di ogni altro peccato della lingua, quale protezione contro di essi e per un amore autentico alla Santa Croce. Padre Nostro… Ave Maria… LA CROCIFISSIONE DI GESÙ Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro tuo Figlio inchiodato sulla Croce e innalzato su di essa, le sue ferite alle mani e ai piedi e il Prezioso Sangue che da esse uscì per noi, i suoi terribili tormenti del Corpo e dello Spirito, la sua preziosa Morte e l’incruento suo rinnovarsi in tutte le sante messe celebrate sulla Terra. Ti offro tutto questo in espiazione di tutte le mancanze fatte ai voti e alle regole negli Ordini religiosi, in riparazione di tutti i miei e altrui peccati, per i malati e i moribondi, per i sacerdoti e per i laici, per le intenzioni del santo Padre riguardanti la ricostruzione della famiglia cristiana, il rafforzamento della Fede, il nostro Paese, l’unità in Cristo tra le nazioni e all’interno della sua Chiesa, e per la Diaspora. Padre Nostro… Ave Maria… LA FERITA DEL COSTATO DI GESÙ Eterno Padre, accetta, per le necessità della Santa Chiesa e in espiazione dei peccati di tutta l’umanità, l’Acqua e il Sangue Preziosissimi usciti dalla ferita inflitta al Cuore Divino di Gesù e gli infiniti meriti che essi effondono. Ti supplichiamo, sii buono e misericordioso verso di noi! Sangue di Cristo, ultimo prezioso contenuto del Sacro Cuore di Gesù, purificami e purifica tutti i fratelli da ogni colpa! Acqua di Cristo, liberami da ogni pena meritata per i miei peccati e spegni le fiamme del Purgatorio per me e per tutte le anime purganti. Amen. Padre Nostro… Ave Maria San Bernardino Rivelazione fatta a San Bernardo della Piaga incognita della Sacra Spalla di Nostro Signore Gesù Cristo aperta dal peso della Croce. S. Bernardo, abate di Chiaravalle, domandò nell’orazione a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione. Gli fu risposto: “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce. Questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore più di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia che mi chiederanno in virtù di questa piaga, verrà loro concessa; ed a tutti quelli che per amore di Essa mi onoreranno con tre Padre Nostro, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i mortali, non morranno di morte subitanea ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine conseguendo ancora grazia e misericordia”. Papa Eugenio III su istanza di S. Bernardo concesse le indulgenze a chi propagherà questa orazione e la porterà sempre con sé, a chi reciterà 5 Padre Nostro, Ave e Gloria frequentando i SS. Sacramenti e pregherà per il Sommo Pontefice. Orazione sulla piaga della spalla di Nostro Signore. Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo agnello di Dio, io povero peccatore adoro e venero la Santissima Vostra Piaga che riceveste sulla spalla nel portare la pesantissima Croce al calvario e nella quale restarono scoperte tre Vostre sacratissime ossa, tollerando in essa un immenso dolore: vi supplico in virtù e per i meriti di questa piaga di avere di me misericordia col perdonarmi tutti i peccati, sia mortali che veniali di assistermi nell’ora della morte e di condurmi al Vostro Regno beato. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria. (tre volte).
    💔 Preghiere per i dolori di Maria

    Meditazione sui sette dolori della Madonna.

    "I sette dolori della Madonna": testi di San Josemaría. 1. la profezia di Simeone 2. la fuga in Egitto 3. Gesù perduto nel Tempio 4. Maria incontra suo figlio sulla via del Calvario 5. Gesù muore sulla Croce 6. Gesù è deposto dalla Croce e consegnato a sua Madre 7. viene sepolto il Corpo di Gesù Primo dolore: la profezia di Simeone Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: "Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele". Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2, 22-35). Secondo dolore: la fuga in Egitto Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo". Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio (Mt 2, 13-15). Terzo dolore: Gesù perduto nel Tempio I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro (Lc 2, 41-50). Quarto dolore: Maria incontra suo figlio sulla via del Calvario Gesù si è appena rialzato dalla sua prima caduta, quando incontra la sua Santissima Madre, ai bordi della strada che stava percorrendo. Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26). Quinto dolore: Gesù muore sulla Croce Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito (Gv 19, 25-30). Sesto dolore: Gesù è deposto dalla Croce e consegnato a sua Madre Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch'egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto. (Mc 15, 43, 46-47). Settimo dolore: viene sepolto il Corpo di Gesù Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo - quello che in precedenza era andato da lui di notte - e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù (Gv 19,38-42). fonte: http://www.it.josemariaescriva.info/articolo/i-dolori-della-madonna